Ventotto anni fa la follia di Cosimini: uccise alla Lizza due carabinieri

I carabinieri hanno commemorato Mario Forziero e Nicola Campanile

Oggi 1 giugno 2018 presso la Chiesa di San Girolamo in Campansi, alla presenza del Comandante della Legione Carabinieri Toscana, Generale Massimo Masciulli, presenti le massime autorità cittadine con in testa il Prefetto Armando Gradone e i vertici delle forze dell’ordine provinciali, le madri, un figlio e i parenti delle vittime, il sindaco di Siena con la Balzana del Comune, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale Carabinieri e delle Associazioni combattentistiche e d’Arma coi loro vessilli, i Carabinieri di Siena e il loro Comandante Provinciale, Colonnello Stefano Di Pace, hanno celebrato con una Messa officiata dal cappellano Militare della Legione Carabinieri “Toscana” Don Mauro Tramontano, la memoria dei due Carabinieri uccisi esattamente 28 anni fa in pieno centro cittadino.

È seguita la deposizione di due corone di fiori sul luogo dell’eccidio. La tragedia si compiva alle 13,30. Vicino a Piazza della Lizza, sotto un sole cocente, mentre nel vicino palazzo di giustizia continuava il solito normale via vai di persone. Tre colpi di pistola sparati da breve distanza uccidevano i Carabinieri Mario Forziero e Nicola Campanile, trucidati dall’allora ventisettenne fiorentino Sergio Cosimini, attualmente detenuto al carcere di Volterra. I due militari lo avevano fermato mentre percorreva contromano su un ciclomotore via dei Gazzani.

I due Carabinieri erano stati sorpresi da quella reazione eccessiva e imprevedibile. Moriranno entrambi pochi minuti dopo in ospedale. Non avrebbero mai potuto prevedere questo tristissimo epilogo di una giornata tranquilla. Il loro sacrificio susciterà emozioni molto forti e ancora vive nella civilissima città di Siena. Il rumore dei colpi era rimbalzato sulle mura secolari del centro storico, era stato udito anche dalla caserma di Viale Bracci. La gente si era precipitata sul posto e in tanti avevano assistito all’agonia dei due giovani. Alla centrale operativa dei Carabinieri già erano in allarme perché i due colleghi non rispondevano alle chiamate.

Due vigili urbani avevano seguito l’omicida e avevano lanciato a loro volta l’allarme via radio. Cosimini era corso via, cercando di eclissarsi. In fondo a via dei Fruschelli, a cinquecento metri da dove Campanile e Forziero stavano morendo, incocciava un gruppo di turisti che saliva su un pullman. Cercava di mescolarsi nel mucchio, ma una pattuglia della Polizia lo raggiungeva e catturava. L’assassino appariva alterato, sconvolto, forse non si rendeva nemmeno conto di quello che aveva fatto. Lo riportava alla realtà la ressa minacciosa che gli si stringeva intorno. La notizia dell’ omicidio dei due Carabinieri era scivolata rapida per il centro di Siena scuotendo la gente, suscitando rabbia e rancore. Gli Agenti infilavano a forza Cosimini nella loro volante per raggiungere la Questura, in modo da evitare la folla minacciosa che si andava accalcando attorno all’omicida.