Vite Libera: presentato il progetto di Ais Toscana con la Casa circondariale Santo Spirito

L’Associazione Toscana Sommelier organizza un corso per rendere il mondo del vino sempre più inclusivo e volto al sociale

Di Redazione | 13 Gennaio 2026 alle 15:30

È stato presentato ufficialmente questa mattina, nel corso di una conferenza stampa tenutasi presso Palazzo Berlinghieri, il progetto “Vite Libera”, il primo percorso di formazione enologica rivolto ai detenuti della Casa Circondariale Santo Spirito di Siena, promosso da AIS Toscana in collaborazione con AIS Italia e con l’amministrazione penitenziaria.
All’incontro hanno partecipato Nicoletta Fabio, Sindaco del Comune di Siena, Maria Josè Massafra e Marco Innocenti in rappresentanza di Graziano Pujia, Direttore della Casa Circondariale Santo Spirito di Siena, Sandro Camilli, Presidente dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS Italia), Cristiano Cini, Presidente AIS Toscana, e Marcello Vagini, Vicepresidente AIS Toscana e Delegato AIS Siena.
Il progetto “Vite Libera” nasce con l’intento di offrire ai detenuti della Casa Circondariale Santo Spirito di Siena una formazione professionale completa nel campo della sommellerie, articolata in tre livelli (primo, secondo e terzo) da svolgersi in tempi compatti, ma compatibili con le tempistiche e le dinamiche della struttura carceraria, con lo scopo di ottenere l’attestato di Sommelier dell’Associazione Italiana Sommelier.

Nicoletta Fabio, Sindaco del Comune di Siena ha dichiarato: “Il progetto Vite Libera rappresenta un esempio concreto di come la formazione e la cultura possano diventare strumenti autentici di inclusione e di riscatto sociale. Il carcere non deve essere soltanto un luogo di detenzione, ma anche uno spazio in cui costruire nuove opportunità e restituire dignità e futuro alle persone. Come Amministrazione comunale sosteniamo con convinzione iniziative che favoriscono il reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti, perché una comunità è più forte quando non lascia indietro nessuno. La collaborazione tra AIS Toscana, AIS Italia e la Casa Circondariale Santo Spirito dimostra quanto il lavoro sinergico tra istituzioni e associazioni possa generare progetti di alto valore umano e sociale. Siena è orgogliosa di ospitare un percorso che unisce eccellenza formativa, cultura del vino e responsabilità sociale, contribuendo a costruire un futuro migliore per l’intera collettività.”

Il corso è rivolto a un gruppo selezionato di detenuti motivati, che verranno individuati in collaborazione con l’amministrazione penitenziaria e il personale educativo dell’Istituto Santo Spirito rappresentato da Maria Josè Massafra e Marco Innocenti a cui è stato affidato il messaggio di Graziano Puja, Direttore Casa Circondariale Santo Spirito di Siena ha affermato: “L’incontro con Marcello Vagini è avvenuto durante una degustazione, in quella occasione ci siamo confrontati sui nostri percorsi e abbiamo scoperto di condividere maestri e passioni comuni oltre all’attestato di sommelier che ho conquistato nel 2000. Da quel dialogo è nata l’idea di una collaborazione tra l’AIS e l’istituzione che rappresento, con l’obiettivo di avviare un corso di formazione per detenuti, successivamente adattato al contesto penitenziario. Oggi – continua il Direttore Pujia – presentiamo con orgoglio un progetto che completa, a livello regionale, l’esperienza avviata oltre quindici anni fa sull’isola di Gorgona, dove il lavoro dei detenuti ha dato vita a un vino unico. Al Santo Spirito, il percorso formativo permetterà ai detenuti di conseguire l’attestato professionale di sommelier, offrendo loro nuove opportunità lavorative e contribuendo alla diffusione della cultura del vino.

Il progetto prevede lo sviluppo accelerato ma intensivo del corso, secondo le linee guida della principale associazione di sommellerie (AIS), con eventuale adattamento didattico al contesto.

“Il progetto “Vite Libera” ha l’obiettivo di promuovere la cultura del vino come certificata e riconosciuta con un percorso educativo che stimoli senso di responsabilità, rispetto, precisione e lavoro di squadra”, – ha affermato Sandro Camilli, Presidente nazionale Associazione Italiana Sommelier – “Vogliamo rendere il mondo del vino sempre più inclusivo e volto al sociale e questo progetto sarà uno strumento di crescita personale e di consapevolezza con il chiaro obiettivo di favorire il reinserimento sociale attraverso una formazione.”.

Gli fa eco Cristiano Cini, Presidente AIS Toscana il quale ha affermato “Vite Libera è un progetto che coniuga formazione professionale, cultura, dignità e possibilità di riscatto. Siamo orgogliosi di essere la prima regione a organizzare per la prima volta questo progetto. Offrire a un detenuto la possibilità di diventare sommelier non è solo un atto formativo: è un atto di fiducia nella possibilità di rinascita, nel potere educativo del sapere, e nel valore sociale del vino come cultura e mestiere. Questa esperienza arricchirà la nostra associazione e offrirà ai detenuti una formazione professionale con lo scopo di acquisire competenze professionali spendibili nel mondo del lavoro.”

Il corso “Vite libera” inizierà lunedì 19 gennaio e verrà presentata la figura del sommelier nella moderna ristorazione, gli attrezzi del sommelier: il tastevin, il bicchiere da degustazione e gli altri attrezzi oggetti per poi passare alle dimostrazioni pratiche di servizio con l’introduzione alla degustazione e alle funzioni del sommelier.

“Quella che sembrava una battuta, un modo di dire “ti manca solamente di fare un corso di sommelier dietro le sbarre” si è trasformata in realtà – ha affermato Marcello Vagini Vice presidente di AIS Toscana e Delegato di Siena – Sarà uno dei primissimi corsi completi che si svolgerà all’interno di una casa circondariale e ciò che mi rende estremamente fiero è che andremo a offrire tra l’altro, un percorso educativo. Oltre l’aspetto formativo, subentrano infatti valori come dignità e voglia di riscatto. È un atto di fiducia nella possibilità di rinascita. Grazie a Cristiano Cini per aver creduto e appoggiato da subito il progetto e a Sandro Camilli per essersi attivato immediatamente e dato la piena disponibilità a collaborare e grazie soprattutto all’amico (quasi sommelier) dottor Pietro Sorbello che con il suo contagioso entusiasmo, mi ha spinto a intraprendere questo percorso che, sono certo, arricchirà tutti noi.”

Il progetto prevede lo sviluppo concentrato dei tre livelli del corso da sommelier secondo le linee guida della principale associazione di sommellerie (AIS), con eventuale adattamento didattico al contesto. Durante il corso, che prevede 25 lezioni e una prova scritta e una prova orale saranno sviluppati molti temi tra cui la cantina del ristorante, la carta dei vini, le temperature di servizio del vino, le pratiche di servizio, lezioni sulla viticoltura, sulla produzione del vino, sulla tecnica di degustazione dei vini, degli spumanti, dei distillati, delle birre, per poi addentrarsi nulla legislazione del vino e sulla conoscenza della produzione del vini in Italia e nel mondo, le ultime lezioni saranno dedicate all’analisi sensoriale cibo – vino, alla tecnica di abbinamento per concludersi il 24 giugno con la prova orale finale.

“Siamo pronti – ha concluso il Presidente Cristiano Cini – a collaborare con enoteche regionali e consorzi di tutela, con fondazioni e sponsor del settore vitivinicolo, enti pubblici e con il Ministero della Giustizia per eventuali estensioni del progetto, certi che questo progetto per i detenuti racchiude in sé la speranza di un futuro migliore.”

Il corso si svolgerà con lezioni frontali coadiuvati da dispense e supporti audiovisivi, vi saranno attività pratiche di simulazione e a conclusione del percorso formativo avverrà il rilascio di un attestato di partecipazione al termine del 1° e 2° livello e del Diploma Sommelier AIS riconosciuto nel settore.



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