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giovedì, 2 Luglio 2020
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30° anniversario della strage di Via Dei Gazzani: Siena ricorda i carabinieri Forziero e Campanile

I due militari vennero uccisi il 1 giugno 1990 dal pluriomicida Sergio Cosimini

Oggi, 1° giugno 2020, ricorre il 30° anniversario della strage di Via Dei Gazzani a Siena, avvenuta per mano del pluriomicida Sergio Cosimini, dove persero la vita i due giovani carabinieri Mario Forziero (29 anni) e Nicola Campanile (24), del Nucleo Radiomobile di Siena. I due militari lo avevano fermato mentre percorreva contromano su un ciclomotore via dei Gazzani, venendo freddati con tre colpi di pistola sparati da breve distanza. La tragedia si compì alle tredici e trenta dell’1 giugno 1990, poco lontano dalla Lizza e dal palazzo di Giustizia.

Cosimini, qualche mese prima a Firenze, in Via Di Barbacane, il 26 dicembre 1989, aveva ucciso a colpi di pistola Antonio Cordone, noto personaggio dello sport fiorentino, mentre passeggiava col proprio cane. Cosimini, catturato a Siena, grazie ad una perizia psichiatrica fu riconosciuto totalmente infermo di mente e per l’articolo 88 del Codice Penale, non imputabile perché affetto da vizio totale di mente: evitò così il processo, la pena ed il carcere e riconosciuto comunque socialmente pericoloso, attraverso l’adozione di una misura di sicurezza detentiva, fu internato per 10 anni nell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino, da cui evase nel 1998, ed in altri OPG d’Italia, tra cui quello di Castiglione Delle Stiviere (MN).

“Non si hanno più notizie di lui perchè noi parenti delle vittime non possiamo avere informazioni e l’assassino seriale Cosimini, potrebbe anche essere stato rimesso in libertà – afferma Marco Cordone, figlio di Antonio-  Nel ricordare con commozione i carabinieri Mario Forziero e Nicola Campanile e accomunarli al ricordo di mio padre Antonio(sono tutti Abele del nostro tempo), mi chiedo e ci chiediamo se sia giusto che mentre noi parenti delle vittime, ricordiamo ogni anno con apposite cerimonie a Firenze e a Siena, i nostri cari congiunti, per non dimenticare, non si debba sapere dove oggi si trovi l’assassino dei nostri cari. Le Autorità competenti, ci dovrebbero dare una risposta. Tra l’altro, a suo tempo, avevo presentato una proposta di riforma dell’articolo 88 del Codice Penale sul ‘Vizio totale di mente’ ed evidenziato che in Italia, spesso nei processi, si verifica un uso strumentale delle perizie psichiatriche. Purtroppo questo sistema giurisdizionale, uccide due volte le vittime e schiaccia ogni giorno sotto un pesante fardello i parenti delle stesse”.

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