Nei giorni scorsi è emersa la decisione dell’Amministrazione comunale di valutare l’acquisizione del PalaOrlandi per una cifra complessiva di circa 1,05 milioni di euro. L’operazione, pensata per sostenere l’Associazione Costone Ricreatorio Pio II di fronte a difficoltà finanziarie e garantire la continuità delle attività sportive per circa 400 atleti, prevede il riscatto della struttura, del bar e dei terreni della Parrocchia del Duomo. La manovra, finita al centro del dibattito politico cittadino, ha suscitato diverse reazioni e prese di posizione.
Sulla vicenda interviene anche l’associazione Siena Sostenibile, che attraverso una nota precisa il proprio punto di vista. Di seguito il testo integrale del comunicato.
“Oltre un milione di euro di risorse pubbliche per acquistare un immobile che non si trova nel territorio del Comune di Siena e sul quale le scelte urbanistiche non possono essere fatte da Siena.
Nessuno mette in discussione il valore dello sport né la storia del Costone, realtà importante anche per la nostra città e per tante famiglie. Ma proprio perché parliamo di oltre un milione di euro di denaro pubblico, le ragioni dell’operazione devono essere spiegate fino in fondo.
La prima questione riguarda le priorità. Siena ha impianti sportivi che necessitano di manutenzione e investimenti, un’area dello stadio integrata nel centro storico che continua a presentare criticità e nella quale il Comune fatica anche nel fare il taglio dell’erba, e una sola piscina comunale. In questo quadro, perché la priorità diventa improvvisamente l’acquisto di un palazzetto situato nel Comune di Monteriggioni?
E soprattutto: qual è l’interesse pubblico concreto dell’operazione?
Il PalaOrlandi non è soltanto un campo da basket. L’acquisizione, riguarderebbe anche bar, appartamenti, ambulatori e il terreno appartenente alla Parrocchia del Duomo. È necessario sapere quale progetto abbia il Comune per l’intero complesso, chi utilizzerà questi spazi, con quali modalità e quali saranno i costi annuali di gestione, manutenzione ed eventuali adeguamenti della struttura.
Prima che il Consiglio comunale sia chiamato a esprimersi, è in questi casi i consiglieri sono responsabili per l’espressione del loro voto, deve essere messa a disposizione tutta la documentazione necessaria a dimostrare la congruità della cifra, soprattutto se si dichiara che il valore del bene sarebbe superiore a quello dell’acquisto.
Le notizie emerse in questi giorni collegano la vendita alle difficoltà economico-finanziarie della proprietà. Se l’operazione del Comune ha anche l’obiettivo di sostenere una proprietà o una società sportiva in difficoltà, lo si dica apertamente e si spieghi sulla base di quali criteri l’Amministrazione ritenga corretto utilizzare lo strumento dell’acquisto immobiliare.
Perché da qui nasce inevitabilmente un problema più generale: cosa accadrà quando un’altra società sportiva senese si troverà in difficoltà?
Il precedente non è secondario. Per il Palasport Mens Sana è stata scelta una strada diversa. È quindi necessario comprendere quale sia il criterio seguito dall’Amministrazione e quali regole valgano per tutte le realtà sportive cittadine. Il sostegno allo sport non può dipendere da soluzioni costruite caso per caso senza un quadro generale, trasparente e uguale per tutti.
Un’operazione da oltre un milione di euro non può arrivare al Consiglio comunale dopo che il dibattito è già esploso sui giornali e mentre la stessa maggioranza trova difficoltà per una posizione comune. Le perplessità emerse all’interno della coalizione che sostiene la Giunta sono state riportate da più fonti di stampa.
Su decisioni di questa portata serve partecipazione e consapevolezza, non spiegazioni costruite a ridosso del voto.
Per Siena Sostenibile l’operazione, nelle condizioni attuali, deve essere fermata e approfondita. Non significa essere contro il Costone e neppure contro lo sport, ma prima vengono i numeri, le regole e l’interesse pubblico per la città”.