"Un milione per il PalaOrlandi senza spiegazioni alla città", PD Siena attacca la Giunta sull'acquisizione del palazzetto

I consiglieri dem presentano un'interrogazione urgente in vista del Consiglio comunale del 6 ottobre: "Restano irrisolti i nodi Mens Sana, Rastrello e piscina. Perché questa priorità?"

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Una spesa di oltre un milione di euro inserita nella variazione di bilancio e nel documento di programmazione del Comune di Siena prima ancora di un confronto pubblico con la città. È il nodo attorno a cui ruota l’interrogazione urgente depositata dal gruppo consiliare del Partito Democratico (firmata da Alessandro Masi, Anna Ferretti, Giulia Mazzarelli, Luca Micheli e Gabriella Piccinni) per il prossimo Consiglio comunale del 6 ottobre 2026.

L’attenzione dell’opposizione si è accesa dopo l’inserimento all’ordine del giorno dell’atto di modifica al DUP 2026-2028, al Piano delle alienazioni e al Programma triennale delle opere pubbliche. Tra le pieghe del documento emerge infatti la volontà dell’Amministrazione comunale di valutare l’acquisto del palazzetto del Costone, il PalaOrlandi. Un’operazione complessiva da circa 1.050.000 euro che comprende palasport, bar, appartamenti e ambulatori (di proprietà dell’associazione Costone ricreatorio Pio II) oltre ai terreni appartenenti alla Parrocchia del Duomo.

I consiglieri dem contestano apertamente le modalità e il merito della scelta, sollevando dubbi sulla reale opportunità dell’operazione. «Non è chiaro su quali valutazioni si fondi questo prezzo — sottolineano nell’interrogazione — considerando che oltre all’acquisto andranno stimati i costi di manutenzione e gli adeguamenti strutturali dopo vent’anni di vita dell’impianto, senza dimenticare la spesa corrente che il Comune dovrà impegnare per la gestione».

A preoccupare il PD è anche l’assenza di una strategia chiara sul patrimonio sportivo cittadino, dove restano aperte diverse partite complesse: dagli interventi necessari sul Palasport Mens Sana (per il quale Palazzo Pubblico ha acquisito il diritto di superficie) alla situazione ancora indefinita dello stadio “Artemio Franchi – Rastrello”, fino al progetto della piscina di Piazza d’Armi e alla riqualificazione del parco circostante.

«Perché per il PalaOrlandi si sceglie l’acquisto diretto mentre per la Mens Sana si è optato per una formula diversa? — incalzano i consiglieri —. Se la linea è che il Comune acquista gli impianti strategici va detto chiaramente, altrimenti bisogna spiegare perché si facciano eccezioni. E soprattutto, quale risposta darebbe la Giunta se domani altre realtà sportive senesi in difficoltà dovessero chiedere al Comune di rilevare le proprie strutture?».

Non manca poi il nodo territoriale e della viabilità: il PalaOrlandi ricade infatti nel territorio comunale di Monteriggioni. L’interrogazione chiede se vi sia stato un confronto preventivo con l’amministrazione confinante per gestire accessi, parcheggi, sicurezza e impatto sul traffico nei giorni di gara.

Da qui la richiesta di risposte immediate al Sindaco e alla Giunta in aula: la conferma dell’operazione, la presenza di perizie indipendenti su costi e adeguamenti sismici/energetici, la stima delle spese di gestione annuali e le garanzie per evitare disparità di trattamento verso le altre società sportive locali.

«Prima si spiega alla città quanto costa un bene, come si intende mantenerlo e quale beneficio produrrà, poi il Consiglio decide — concludono i consiglieri del PD —. Qui si sta facendo il percorso inverso, inserendo la spesa prima di chiarire le motivazioni».



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