Alle Scotte aumento di pazienti ustionati per abbruciamento di sterpaglie o residui vegetali

Il professor Pietro Rubegni, direttore Dermatologia: "Sono pazienti che essendosi ustionati sono immunosoppressi e quindi a rischio maggiore per il COVID-19"

Nelle ultime settimane sono aumentate le persone che si sono rivolte o sono state trasportate al Pronto Soccorso dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese per ustioni causate da abbruciamento di sterpaglie o residui vegetali. Ad evidenziarlo è il professor Pietro Rubegni, direttore della UOC Dermatologia dell’Aou Senese, che parla di un aumento di circa il 60% di questi casi rispetto allo stesso periodo dello scorso anno:

“Le ustioni costituiscono un tipo di lesione grave, che può richiedere ospedalizzazione prolungata, sedute di medicazione quotidiana di lunga durata, anche di 2-3 ore, fino a dover ricorrere a trapianti di cute. Il paziente ustionato è per definizione un soggetto immunosoppresso, con un rischio nettamente aumentato di contrarre infezioni, aspetto di fondamentale importanza vista l’emergenza sanitaria in corso”. Il reparto di Dermatologia è adibito come altri ad attività straordinarie ed alcuni professionisti dell’unità operativa sono stati riconvertiti per contrastare l’emergenza COVID-19. “Tutti i pazienti con ustioni – aggiunge Rubegni – vengono accolti dal personale del Pronto Soccorso, che è impegnato anche in altre attività legate ai pazienti affetti da COVID-19 e che successivamente mobilita l’impegno dei medici del reparto di Dermatologia e di numerosi infermieri. Rispettare la normativa negli abbruciamenti di residui vegetali agricoli e forestali, peraltro vietato in questo periodo, permette di scongiurare il pericolo di sviluppare incendi e di dover ricorrere alle cure dei professionisti dell’Azienda ospedaliero-universitaria Senese, che in questo periodo sono occupati ad affrontare l’emergenza COVID-19”.

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