Assemblea degli azionisti Mps, la Fondazione non voterà per le nomine del Cda

L'annuncio del presidente di Palazzo Sansedoni Carlo Rossi

Di Redazione | 15 Aprile 2026 alle 12:30

Assemblea degli azionisti Mps, la Fondazione non voterà per le nomine del Cda

La Fondazione Mps, titolare di circa lo 0,2% di Mps, non voterà nessuna delle liste in corsa per la nomina del cda. “Non parteciperemo alla votazione sui punti inerenti la governance, pur annunciando, come in passato, il sostegno vigile agli amministratori e la disponibilità a studiare e sostenere – sull’esempio anche di altre Fondazioni bancarie con le proprie conferitarie – iniziative per la crescita del territorio”, ha detto il presidente Carlo Rossi. “Oggi il consiglio di amministrazione uscente dice che il consolidamento delle strategie percorse”, per il quale Rossi ha espresso il proprio apprezzamento, “abbia bisogno di discontinuità. Francamente non abbiamo sufficienti elementi per esprimere un giudizio compiuto”.

Qui di seguito l’intervento integrale del presidente della Fondazione Mps all’assemblea dei soci

Saluto l’Avv. Nicola Maione, tutti i Consiglieri, il Presidente del Collegio Sindacale, Sindaci, tutti gli Azionisti, le dipendenti e i dipendenti del Gruppo Mps.

In questo mio intervento, relativo a tutti i punti all’ordine del giorno, permettetemi innanzitutto di sottolineare gli eccezionali risultati ottenuti dalla Banca nell’esercizio 2025 che siamo chiamati ad approvare. Lo sono ancora di più in considerazione del fatto che oramai tali risultati si stanno stabilizzando e fanno intravedere una prospettiva densa di potenziali successi.

È infatti chiaro che oggi il gruppo MPS si trovi in una fase di consolidamento e di crescita, dopo periodi difficili che hanno polverizzato il valore di ripetuti aumenti di capitale, una stagione che non è retorico definire di vera e propria rinascita e rilancio della Banca.

Un percorso assolutamente non semplice, che si è svolto in un contesto molto complesso che ha visto la Banca affrontare sfide molto difficili (ritenute all’epoca anche “azzardate” da una buona parte della comunità finanziaria). A supporto di questo percorso c’è stata una grande visione strategica che ha visto al centro la valorizzazione della storia pluricentenaria di BMPS. Attenzione ai clienti, accompagnamento delle imprese nei loro progetti di investimento, grande impatto motivazionale sui dirigenti e su tutto il personale, relazioni sindacali serene, attenzione e capacità di interazione costante con il territorio sono stati i valori di riferimento che hanno fatto la fortuna di BMPS e che negli ultimi anni sono stati alla base dei piani industriali che sono stati approvati dal consiglio di amministrazione e condivisi dagli azionisti.

Il piano industriale 2022-2026 ha ridato una forte e consolidata redditività all’istituto, migliorando tutti gli indici patrimoniali e restituendogli grande credibilità sui mercati. Questi risultati sono sotto gli occhi di tutti e non sono certo il frutto di interventi episodici, ma di un lavoro costante, coerente, paziente e rigoroso, come lo sono tutti i percorsi di successo.

Di questo va dato merito innanzitutto a tutte le dipendenti e i dipendenti della banca, che hanno lavorato proficuamente, motivati da un grande senso di appartenenza di cui va loro dato atto e che vanno pertanto ringraziati.

Questo percorso di successo è stato progettato e coordinato dalla governance uscente e il mercato ha dimostrato di apprezzarli. Prima un grande sforzo di risanamento, poi la crescita e infine l’operazione di fusione con Mediobanca, dall’enorme valore industriale, volta alla crescita di entrambi i soggetti, ponendo nuovamente al centro del sistema bancario italiano la credibilità e la reputazione del brand Monte dei Paschi e di conseguenza, la storica vocazione bancaria di Siena.

Penso che possiamo essere tutti d’accordo nel definire tale aggregazione come “storica”, e che sarebbe stata considerata irrealizzabile fino ad un paio di anni fa.

Lo scorso anno, in questa sede, avevamo sottolineato il deciso apprezzamento per l’operazione, risaltandone la quasi totale complementarità operativa che avrebbe evitato, sovrapposizioni che solitamente generano operazioni di razionalizzazione, con forte riduzione di sportelli e con un abbassamento dei livelli occupazionali e conseguente impoverimento dei territori. In questa sede continuiamo a credere nella validità di tali considerazioni, auspicando, quindi, che tali benefici si realizzino concretamente.

Fondazione Mps in questi mesi ha confermato forte fiducia nel lavoro delle dipendenti, dei dipendenti e del management della Banca tanto da incrementare la propria quota azionaria (attualmente circa lo 0,2%), operazione che, mi fa piacere sottolineare, non era mai avvenuta prima, considerato il percorso di costante diluizione che ha caratterizzato il nostro Ente, in particolare nello scorso decennio.

Oggi il Consiglio di Amministrazione uscente dice che il consolidamento delle strategie percorse abbia bisogno di discontinuità. Francamente non abbiamo sufficienti elementi per esprimere un giudizio compiuto.

Abbiamo tuttavia una priorità: che tali scelte non sottintendano un cambio di impostazione strategica che magari valorizzi solo azioni e prospettive legate a strategie finanziarie di ridefinizione e riposizionamento della Banca nel panorama finanziario italiano. Un tale impostazione non ci sembrerebbe coerente col percorso fatto fin qui e – più ancora – con la storia e la vocazione di BMPS e potrebbe risultare una prospettiva rischiosa e di corto respiro.

L’impostazione strategica fin qui perseguita è per noi un punto imprescindibile: la forte attenzione alla dimensione commerciale del gruppo, la focalizzazione sul rapporto con la clientela e il sostegno alle imprese e alle famiglie, la crescita dei territori rappresentano per noi un fondamentale elemento di successo, al di fuori di logiche e strategie orientate alla ridefinizione degli assetti di influenza sul sistema finanziario.

Non ultimo richiamo con forza, a beneficio della futura governance, lo storico e fruttuoso legame dell’istituto bancario con il territorio senese e mi rivolgo a chi verrà eletto per ricordare che, nonostante le grandi difficoltà, forte è stata la vicinanza della comunità e delle istituzioni alla banca e alla sua missione di sostegno all’economia locale e regionale.

La Fondazione, azionista attento e responsabile nei confronti della comunità, che ho l’onore di rappresentare per l’ultima volta in questa sede assembleare, pur nella consapevolezza del proprio peso percentuale, richiede forte attenzione e sensibilità verso il futuro della Banca, dando piena continuità al percorso strategico intrapreso, alla sua dimensione di banca commerciale al servizio del sistema paese e al mantenimento del suo radicamento territoriale.

In conclusione, con gli auspici e con alcune perplessità evidenziati, annuncio il convinto voto favorevole della Fondazione ai primi tre punti all’ordine del giorno, mentre non parteciperemo alla votazione sui punti inerenti la governance, pur annunciando, come in passato, il sostegno vigile agli amministratori e la disponibilità a studiare e sostenere – sull’esempio anche di altre Fondazioni bancarie con le proprie conferitarie – iniziative per la crescita del territorio. Voteremo, invece, contro la proposta di azione di responsabilità presentata da Bluebell Partners Ltd.

 



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