Attaccò il Palio di Siena: Bernini (M5S) condannato per non aver pagato il portaborse

Aveva chiesto di abolire il Palio: brutta figura del deputato 5 Stelle condannato per non aver pagato il portaborse

Una prima figuretta l’aveva fatta questa estate, quando aveva chiesto al sindaco Bruno Valentini, al Prefetto, alla ASL, ai Carabinieri, alla procura della Repubblica, al Ministero delle Politiche Agricole, alla Federazione Sport Equestri di sospendere il Palio perché mancante dei requisiti di legge sulla sicurezza dei cavalli, ed era stato fortemente criticato e sconfessato dai suoi compagni di partito senesi.

La seconda figuretta l’ha fatta con l’inchiesta de Le Iene sulla protesta dei portaborse, quando è stato reso pubblico il suo contenzioso con il suo ex collaboratore. Bernini ad aprile è stato condannato ad un risarcimento di 70mila euro per licenziamento senza giusta causa, ed il giudice gli ha intimato di pagare entro 10 giorni. Sono trascorsi oltre cinque mesi e il deputato ancora non ha pagato. All’ex portaborse non resta che tentare di recuperare il credito ma lo stipendio di un eletto (12mila euro al mese) non è pignorabile, checché ne dicano gli altri grillini che volevano abolire l’ingiusto privilegio.

A Siena per Bernini non era andata molto meglio. Il sindaco aveva infatti commentato: “Bernini attacca il “famoso” Palio di Siena perché tenta di conquistare un po’ di notorietà che evidentemente non è riuscito ad acquisire con la sua attività parlamentare. Non è il primo e purtroppo non sarà l’ultimo a cercare di uscire dall’anonimato cercando di cavalcare l’amore degli italiani per gli animali ed i cavalli in particolare, speculando sulla disinformazione e distorcendo il lavoro serio ed incessante dei senesi per tutelare i cavalli”.

Ed anche dal Movimento 5Stelle senese aveva incassato dichiarazioni pesanti: “Il MoVimento 5 Stelle di Siena si dissocia totalmente dalla presa di posizione del parlamentare Bernini, eletto nella circoscrizione dell’Emilia Romagna, che si è permesso iniziative decisamente affrettate e a dir poco approssimative sul nostro Palio. Riteniamo infatti che Bernini si sia colpevolmente “dimenticato” di approfondire la questione con chi ne sa e ne sapeva molto più di lui, probabilmente annebbiato dal desiderio di farsi un po’ di pubblicità estiva. Eppure sarebbe bastata una semplice telefonata …”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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