Basket, il Costone ricorda don Vittorio Bonci e Giorgio Brenci

Domani dalle 17.30 al l Ricreatorio Pio II, prima un match simbolico tra le formazioni U17 di Mens Sana e Costone, poi l’inaugurazione di un’epigrafe

Il Costone celebra due figure intramontabili come don Vittorio Bonci e Giorgio Brenci e lo farà questa sera, al Ricreatorio Pio II, con l’inaugurazione di un’epigrafe dedicata a questi personaggi che hanno scritto pagine importanti nella vita del Sodalizio senese, il tutto in collaborazione con la Contrada della Selva.

Il programma della manifestazione prevede domani, venerdì 24 settembre alle ore 17,30, la disputa di una gara di basket sul glorioso campo all’aperto del Ricreatorio, tra le rappresentative U17 di Costone e Mens Sana. Non a caso questa scelta: Giorgio Brenci infatti è stato per lunghissimi anni prima allenatore dei gialloverdi, dal ‘56 fino al ‘72, per poi passare in Via Scalvo, per affiancare Ezio Cardaioli. L’anno successivo fu promozione in serie A per la Sapori Mens Sana, mentre il Costone conquistava, senza il suo allenatore storico, ma con Lorenzo Castellaneta in panchina, la sua prima promozione in serie B. Storia di un Basket che fu e che adesso viene riproposto in una rivisitazione amarcord dai forti valori affettivi e sentimentali. Per l’occasione sarà presente anche S.E. il Cardinale Paolo Augusto Lojudice, il quale benedirà l’epigrafe che è stata collocata all’ingresso del Ricreatorio.

Dopo la cerimonia, tutti a cena nel giardino del Costone. Il binomio Costone/Selva accompagnerà questa due giorni che avrà il proprio epilogo domenica al PalaOrlandi con la disputa del Triangolare che vedrà in campo Costone, Mens Sana e Virtus. Quella di don Vittorio e Giorgio Brenci è stata una vera e propria testimonianza di vita trascorsa al Costone, dove sono riusciti con tanta passione a educare schiere di giovani che ancora oggi, in età avanzata, vivono con gli insegnamenti da loro impartiti, tramite il gioco, l’educazione religiosa e sociale, l’amore per il Costone e per la Contrada. Si, anche per la Contrada, perché il DonVi e Giorgio, vivendo nel territorio della Selva, hanno plasmato questa unione di appartenenza. Ma c’è un altro fattore che li ha uniti: il carattere indomito che entrambi possedevano, personalità spiccate le loro che emergevano in un contesto di aggregazione che tutt’oggi ispira anche il modo di interpretare le attività delle Associazioni sportive e del Ricreatorio.