La “macchina” della Camera Penale di Siena e Montalcino riparte senza cambiare pilota: dopo le elezioni del 19 e 20 gennaio, il nuovo Consiglio direttivo ha assegnato le cariche per il biennio 2026-2027. La linea scelta è quella della continuità, con una squadra rinnovata in parte e un’agenda che intreccia temi nazionali – a partire dal referendum sulla giustizia – e questioni operative che toccano quotidianamente tribunali e difesa, come il processo penale telematico.
Le cariche: conferme e un cambio in segreteria
Il Consiglio direttivo ha confermato alla presidenza l’avvocata Michela Rossi, già alla guida dell’associazione nello scorso mandato. Restano in carica anche il vicepresidente avvocato Stefano Cipriani e il tesoriere avvoccato Giulio Pisillo. Cambia invece la segreteria: è stata eletta l’avvocata Sara Fè, che subentra all’avvocato Alfredo Fiorindi, indicato come uscente dal direttivo. Completano il Consiglio, come consiglieri, avvocato Lorenzo De Martino, avvocata Federica Goti, avvocata Rossana Giulianelli, avvocata Silvia Rossi Valenti e avvocata Luca Perinti.
Nel passaggio di consegne, la presidente Rossi ha ringraziato i consiglieri uscenti, sottolineando la continuità del loro coinvolgimento nelle attività dell’associazione. Quindi il punto sull’impegno dei prossimi mesi: “In questo momento abbiamo bisogno di tutto il Consiglio e di tutti i nostri iscritti. Il Referendum – ha evidenziato – sta assorbendo le nostre forze, ma non si devono perdere di vista tutte le altre problematiche, anche locali, che riguardano il processo penale, a partire dal processo penale telematico e le sue criticità che richiedono un’attenzione e un intervento continuo. Ma ne potrei menzionare tantissime altre ancora, sempre attenzionate dalla nostra associazione”.
Un passaggio che colloca la Camera Penale su un doppio binario: da un lato la partecipazione al dibattito pubblico sul referendum, dall’altro il lavoro “di trincea” sulle ricadute organizzative e procedurali della digitalizzazione, con attenzione agli impatti sul diritto di difesa e sulla regolarità delle attività processuali.
Il confronto pubblico sul referendum
L’associazione annuncia un ruolo attivo nel territorio: la Camera Penale di Siena e Montepulciano, si legge nel comunicato, è chiamata a partecipare a confronti e dibattiti locali per illustrare le ragioni del Sì. Nel farlo, la presidente Rossi segnala un nodo comunicativo e di metodo: “Dispiace assistere ad una marginalizzazione del merito della riforma e che il dibattito abbia assunto toni politici che non ci appartengono. La nostra associazione è da sempre stata trasversale e da sempre ha promosso il dibattito e la necessità di una riforma dell’ordinamento giudiziario che realizzi finalmente il giusto processo”.
Nel comunicato viene poi evidenziata la necessità di distinguere piani concettuali spesso sovrapposti nel dibattito pubblico: “Vi è rammarico quando leggiamo che si continui ancora a confondere la separazione delle funzioni dalla separazione delle carriere, trattandosi di temi completamente diversi, il primo riguardante le funzioni dei magistrati, requirenti e giudicanti, l’altro riguardante l’organizzazione di tutta la magistratura e il suo ordinamento” spiega Rossi.
Autonomia della magistratura e Csm
Un altro passaggio riguarda l’impatto istituzionale delle modifiche prospettate e le preoccupazioni – attribuite nel comunicato ad alcuni interventi pubblici – sul rischio di condizionamento politico della magistratura. La posizione espressa dalla presidente è netta sul piano tecnico-costituzionale: “Si continua a fare confusione parlando alla pancia della cittadinanza, riportando esempi o similitudini lontani dalla riforma e dallo spirito della riforma. Non è accettabile leggere da alcuni ‘cultori’ della materia – sottolinea ancora la presidente – che con il SI al referendum si finirà per sottomettere la Magistratura al potere politico, annientando e smantellando il principio della divisione e autonomia dei tre poteri sui quali si basa la nostra Costituzione”.
Il comunicato richiama espressamente l’articolo 104 della Costituzione come presidio dell’indipendenza dell’ordine giudiziario, e aggiunge un riferimento all’equilibrio nella composizione del Consiglio superiore della magistratura, nonché alla disciplina dei rapporti tra Ministro della Giustizia e pubblico ministero: “Ribadiamo che l’art. 104 della Costituzione continua a garantire l’autonomia e l’indipendenza di tutto il potere giudiziario e le modifiche apportate al CSM, mantenendo le attuali percentuali di composizione tra magistrati e laici, non possono in alcun modo mettere in pericolo l’autonomia della magistratura. Tra l’altro non viene assolutamente modificato l’art. 69 dell’Ordinamento Giudiziario che regola i rapporti fra il Ministro della Giustizia e Pubblico Ministero, che rimane invariato, ribadendo il principio dell’obbligatorietà dell’azione penale”.
Prossimi appuntamenti
La nota della Camera Penale conclude confermando la disponibilità a discutere e approfondire questi temi negli incontri già programmati sul territorio. Un’agenda che, almeno nelle intenzioni espresse, punta a riportare la discussione su un terreno tecnico e verificabile, lasciando sullo sfondo la polarizzazione politica. Nel frattempo, con il direttivo appena insediato, la Camera Penale di Siena e Montepulciano si prepara al nuovo biennio con una parola d’ordine che emerge dal comunicato: continuità organizzativa, ma massima intensità sul fronte delle riforme e delle ricadute concrete sul processo penale.