Carburanti, allarme dei gestori senesi: "Con il ribasso Eni rischiamo perdite fino a 7mila euro"

Il presidente provinciale Filippo Rossi: "Gli sconti ai consumatori sono positivi, ma devono essere pagati da chi li decide, non dai gestori"

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Preoccupazione tra i gestori degli impianti di distribuzione carburante di Siena e provincia per le modalità con cui Eni intende applicare il ribasso annunciato sui prezzi alla pompa. A sollevare la questione è Faib Confesercenti Siena, che punta l’attenzione soprattutto sulle giacenze di carburante già presenti nelle cisterne e acquistate dagli esercenti alle precedenti condizioni economiche.

Secondo quanto evidenziato dall’associazione di categoria, il margine riconosciuto al gestore si attesta mediamente tra 2 e 3 centesimi al litro. A fronte di una riduzione del prezzo alla pompa nell’ordine dei 17 centesimi al litro, l’applicazione immediata dello sconto anche sul carburante precedentemente acquistato potrebbe tradursi, secondo le stime di Faib, in una perdita effettiva per l’esercente di circa 14-15 centesimi per litro.

«Non è accettabile che un’iniziativa commerciale presentata da Eni come un sostegno agli automobilisti finisca per essere finanziata, anche solo in parte, dai gestori», afferma Filippo Rossi, presidente provinciale Faib Confesercenti Siena, ricordando che si tratta di «piccoli imprenditori che operano con margini estremamente ridotti».

Il nodo principale riguarda dunque le scorte già presenti negli impianti. Secondo le stime fornite da Faib, l’applicazione del nuovo prezzo alle giacenze acquistate alle condizioni precedenti potrebbe provocare perdite comprese indicativamente tra 3mila e 7mila euro per singolo impianto, a seconda della quantità di carburante presente nelle cisterne.

L’associazione porta anche un esempio concreto: un gestore con circa 20mila litri di carburante in giacenza, normalmente venduti nell’arco di tre o quattro giorni e dai quali ricaverebbe un utile lordo di circa 600 euro, con l’applicazione del nuovo prezzo potrebbe registrare, secondo i calcoli di Faib, una perdita netta di circa 3.500 euro, alla quale si aggiungerebbe il mancato utile lordo.

I ristori prospettati finora da Eni vengono giudicati dalla categoria insufficienti rispetto alle possibili conseguenze economiche sulle scorte.

Da qui la richiesta avanzata da Faib: qualora Eni intenda procedere con l’operazione di riduzione dei prezzi, secondo l’associazione dovrebbe farsi integralmente carico delle conseguenze sulle giacenze, garantendo ufficialmente ai gestori il rimborso completo dell’eventuale perdita determinata dal nuovo prezzo applicato al carburante già acquistato.

In assenza di una copertura completa, avverte Faib, alcuni esercenti potrebbero trovarsi nell’impossibilità economica di applicare immediatamente il prezzo annunciato, almeno fino all’esaurimento delle vecchie scorte, per evitare di vendere il carburante a un prezzo inferiore rispetto a quello sostenuto per acquistarlo.

«Siamo consapevoli del disagio che una situazione del genere potrebbe creare agli automobilisti e ce ne dispiace – conclude Rossi – ma non si può chiedere ai gestori di sostenere con le proprie risorse una campagna commerciale decisa dalla compagnia. Gli sconti ai consumatori sono positivi, ma devono essere pagati da chi li decide, non dai gestori».



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