“Dopo la beffa, il danno”. Filippo Rossi, Presidente Faib Confesercenti Siena, sintetizza così la prospettiva che si configura per i gestori degli impianti di carburante, o almeno per una parte di loro. “Alla questione delle scorte acquistate dai gestori prima dell’introduzione del nuovo prezzo, si aggiunge ora un ulteriore elemento di forte preoccupazione: il timore è che nelle forniture dalle compagnie agli impianti venga data priorità alle reti e agli impianti con maggiori volumi di distribuzione, mentre numerosi gestori Eni, in particolare quelli di dimensioni più contenute, si troverebbero ad affrontare ritardi o carenze nelle consegne.
«Se questa prospettiva diventasse realtà, ci troveremmo davanti ad una situazione inaccettabile – afferma Rossi – è impossibile distinguere tra gestori di serie A e gestori di serie B all’interno della stessa rete. Chi espone il marchio Eni e lavora quotidianamente sul territorio deve essere messo nelle condizioni di continuare a servire i propri clienti. Per noi è lavoro, e già in primavera avevamo dovuto far fronte a ritardi di consegna. Stavolta abbiamo già dovuto chiedere con forza che lo sconto deciso dalla compagnia non venisse pagato con i soldi dei gestori.
Adesso ci troviamo di fronte a un problema diverso ma altrettanto grave: chi vorrebbe vendere carburante rischia di non averlo materialmente a disposizione”.
Secondo Faib, un gestore che rimane senza prodotto subisce un danno che va ben oltre la singola mancata vendita.
Significa perdere fatturato, compromettere il rapporto con la propria clientela e subire un danno reputazionale per una situazione sulla quale l’esercente non ha alcun potere di intervento. “Il cittadino arriva alla stazione di servizio, trova la pompa chiusa e inevitabilmente si rivolge al gestore per avere spiegazioni – riporta Rossi – Ma il gestore non decide né le strategie commerciali della compagnia, né l’ordine con cui vengono effettuati i rifornimenti. Non può quindi essere lui a pagare le conseguenze di decisioni prese a monte. Una campagna nazionale sul prezzo richiede una capacità altrettanto nazionale di garantirne l’applicazione – aggiunge Rossi –. Se Eni decide di fare lo sconto, deve garantire anche il carburante necessario per applicarlo in tutti gli impianti. Non è accettabile privilegiare le realtà maggiori lasciando a secco i tanti piccoli gestori che garantiscono quotidianamente un servizio ai cittadini e ai territori”.