Quattro giorni di libri, incontri, musica, laboratori e sapori sulla cresta di una collina tra Val d’Orcia, Valdichiana e Crete Senesi. Da domani, 30 maggio al 2 giugno il piccolo borgo di Castelmuzio, nel comune di Trequanda, torna ad animarsi con “Borghi in Festa & CastelLibro”, la manifestazione che da nove edizioni trasforma uno degli angoli più suggestivi della provincia di Siena in un laboratorio diffuso di cultura e socialità.
Un festival che quest’anno sceglie un filo conduttore forte e attuale: il ruolo delle donne, dall’80esimo anniversario del voto femminile fino alle sfide dell’intelligenza artificiale. Un viaggio tra diritti, trasformazioni sociali, tecnologia e futuro, senza dimenticare il legame profondo con la vita dei borghi e delle comunità locali.
Castelmuzio, con le sue pietre antiche e i suoi scorci da cartolina, diventerà così un vero “salotto a cielo aperto”, dove autori, giornalisti, studiosi e visitatori potranno confrontarsi tra una presentazione letteraria, un laboratorio artigiano e un piatto di pici preparati dalle cuoche del paese.
Tra gli ospiti più attesi ci sono la giornalista Marianna Aprile, che presenterà “La promessa. Dal suffragio femminile alla prima donna a Palazzo Chigi”, e Sara Lucaroni con “America go-away”, un’analisi sulle nuove dinamiche del potere globale. Spazio anche all’attualità economica e geopolitica con Daniele Magrini e il suo “Intelligenza artificiale e dazi, la guerra fredda di Trump all’Unione Europea”, arricchito dall’intervento dell’esperto di intelligence Carlo Parolisi.
Il tema delle diseguaglianze sarà invece affrontato da Riccardo Staglianò con “Tassare i milionari”, mentre il rapporto tra uomo e tecnologia tornerà al centro del confronto con Marco Bertelli e il libro “L’intelligenza che non AI”, dedicato al dialogo tra intelligenza biologica e algoritmi.
Grande attenzione anche alle questioni sociali e alla condizione femminile. Cecilia Iannaco presenterà “L’amore non è possesso”, dedicato alla violenza nelle relazioni tra adolescenti; Francesca Calamita parlerà di identità e cambiamenti sociali con “Ti trovo cambiata”, mentre Alessandra Minello approfondirà il tema della denatalità con “Senza figli”.
Non mancheranno momenti più intimisti e poetici, come il laboratorio di scrittura con Denata Ndreca, che presenterà anche il suo nuovo libro “In quale lingua devo morire”, riflessione intensa su identità e appartenenza.

Ma CastelLibro non sarà soltanto libri. Il festival continua infatti a mantenere una forte anima popolare e comunitaria. Per le vie del borgo troveranno spazio laboratori di calligrafia, tessitura e terracotta, esposizioni artigiane, giochi per bambini, mostre e visite ai laboratori storici del paese, come quello dei clavicembali Kennedy Harpsichords.
Una delle novità di questa edizione sarà anche la prima Fiera artigiana “Le mani sapienti”, pensata per valorizzare gli antichi mestieri come possibile risposta allo spopolamento dei piccoli centri. Un modo per raccontare come artigianato e cultura possano diventare strumenti concreti di rinascita economica e sociale.
E poi la festa: musica dal vivo, dj set, spettacoli, raduni di auto e vespe d’epoca, gli sbandieratori di Bettolle, il concerto della tribute band “Tribù Nomade” e persino uno show finale tra cabaret e trasformismo.
Nel mezzo, naturalmente, i sapori della tradizione. I pici saranno protagonisti di una tavola rotonda dedicata a uno dei simboli della cucina senese, raccontati non solo come piatto identitario ma come patrimonio culturale che unisce memoria, territorio e futuro.
A rendere speciale la manifestazione è soprattutto il coinvolgimento dell’intera comunità di Castelmuzio: associazioni, volontari, giovani del circolo, confraternite e abitanti che, ancora una volta, trasformano il borgo in un luogo vivo, accogliente e pieno di storie da ascoltare.
Per quattro giorni Castelmuzio conferma così la propria vocazione: quella di piccolo borgo capace di parlare di grandi temi, mantenendo però il ritmo lento, autentico e conviviale della Toscana più vera.
