Home Cronaca Cgil sulla Siria: “Domani presidio a Siena. E’ urgente una forte e decisa azione diplomatica”
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Cgil sulla Siria: “Domani presidio a Siena. E’ urgente una forte e decisa azione diplomatica”

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Il sindacato parteciperà al presidio di domani a Siena

 

La CGIL di Siena parteciperà al presidio contro l’attacco turco in Siria che si svolgerà domani a Siena dalle ore 15.00 alle Logge del Papa. “Alla luce delle molte vittime e profughi di cui abbiamo già notizia – spiega il sindacato – è indispensabile ed urgente una forte e decisa azione diplomatica, come già espresso in una lettera inviata da Arci, Anpi, Cgil e Legambiente nazionali al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro degli Affari Esteri, alla Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei Deputati, alla Presidente della Commissione Europea, all’Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e al Presidente del Parlamento Europeo”.

 

“La comunità internazionale, l’Europa, l’Italia, hanno un debito di riconoscenza nei confronti delle donne e degli uomini curdi – sottolinea la CGIL – che si sono battuti fino alla morte per fermare il comune nemico Daesh e salvaguardare la sicurezza e la serenità dell’Europa, del nostro Paese e di noi tutti. L’esercito, formato interamente da donne e uomini di etnia curda, è stato negli ultimi anni alleato delle forze occidentali e protagonista nel respingimento dell’avanzata dell’Isis, per la cui causa ha pagato un ingente prezzo di sangue. La convivenza tra la popolazione turca e curda in queste regioni è stata storicamente possibile, e potrà esserlo ancora solo se lo Stato Turco accetta di sedersi a un tavolo di trattative con i rappresentanti curdi, con pari dignità, per trovare un accordo sul riconoscimento e l’indipendenza dei loro territori”.

 

“E’ necessario – conclude il sindacato – che cessino immediatamente le ostilità e si fermino le manovre di invasione del territorio siriano abitato storicamente dalla popolazione curda, per dare mandato senza esitazioni ad una delegazione internazionale che garantisca in loco la fine delle ostilità, il rispetto dei confini e il diritto internazionale”.