Codice Rosa funziona a pieno ritmo anche durante l’emergenza Covid-19

La rete regionale di Codice Rosa è attiva e opera in pieno regime attuando, alla luce delle nuove esigenze legate al Covid-19, ogni possibile accorgimento per continuare a garantire le adeguate misure di tutela, sicurezza e privacy in ogni singolo caso di accesso in pronto soccorso di donne vittime di violenza

Il Codice Rosa, il servizio presente in tutti i pronto soccorso della Toscana dedicato alle persone (nella stragrande maggioranza donne) vittime di violenza, continua a funzionare a pieno ritmo anche in tempi di Coronavirus.

La Rete regionale di Codice Rosa è attiva e opera in pieno regime attuando, alla luce delle nuove esigenze legate al Covid-19, ogni possibile accorgimento per continuare a garantire le adeguate misure di tutela, sicurezza e privacy in ogni singolo caso di accesso in PS di donne vittime di violenza. E anziché nelle Case rifugio, le donne potranno essere ospitate negli alberghi che la Regione mette a disposizione sia per il personale sanitario che per i pazienti Covid-19 che devono stare in isolamento.

“Consapevole di questo e del grande e impegnativo lavoro che ciò comporta – dice l’assessore al diritto alla salute e al sociale Stefania Saccardi – rivolgo un ulteriore ringraziamento agli operatori e alle operatrici dei pronto soccorso, della Rete Regionale Codice Rosa e dei Centri antiviolenza. Le donne che arrivano al pronto soccorso entrano nel circuito del Codice Rosa ospedaliero e vengono quindi sottoposte a tampone. Se però è necessario un isolamento, le donne non possono essere ospitate nelle Case rifugio, insieme alle altre. Per questo mettiamo a disposizione la rete di alberghi e residence già individuati, per ospitare sia medici e infermieri, che i pazienti Covid-19”.

“Le nostre procedure, coerentemente con quanto disposto dalle linee guida nazionali – chiarisce Vittoria Doretti, responsabile della Rete regionale Codice Rosa, sono state aggiornate a dicembre e sollecitano una relazione stretta tra le reti aziendali di Codice Rosa e quelle territoriali dei CAV, i Centri Antiviolenza. Nelle singole aziende, sulla base di questo, vengono attuati accorgimenti in linea con procedure inerenti l’emergenza Covid-19”.

“Come Rete Codice Rosa – spiega ancora Vittoria Doretti -, prevedendo le possibili difficoltà che l’attuale situazione avrebbe comportato e per ampliare la risposta a esigenze abitative e di supporto in emergenza, abbiamo previsto di inserire anche i Codici Rosa, e in particolare le donne vittime di violenza, tra coloro che potranno usufruire degli alloggi previsti dall’ordinanza n. 15 del Presidente, secondo le modalità in corso di definizione a cura di un gruppo di lavoro dedicato”.

Il messaggio è proprio quello di massima attenzione alle donne vittime di violenza anche in questo momento in luoghi sottoposti a grande pressione come i pronto soccorso, dove sempre e comunque continua ad essere attivo il percorso di Codice Rosa.

 

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