Coldiretti Siena, le sfide del 2026: "Dai mercati internazionali a dazi e Mercosur, tra criticità e fiducia nel futuro del settore"

Coldiretti Siena traccia le sfide dell’agricoltura 2026

Di Redazione | 9 Gennaio 2026 alle 22:00

Coldiretti Siena, le sfide del 2026: "Dai mercati internazionali a dazi e Mercosur, tra criticità e fiducia nel futuro del settore"

L’inizio del nuovo anno è l’occasione per fare il punto sulle principali sfide che attendono il settore agricolo nel 2026, in un contesto caratterizzato da forti tensioni internazionali ma anche da risultati importanti ottenuti grazie alla mobilitazione del mondo agricolo. A tracciarne il quadro è Coldiretti Siena, che analizza i temi chiave tra criticità e prospettive future.

Uno dei nodi centrali emersi nella chiusura del 2025 è stato il confronto sulla Politica Agricola Comune, che ha portato migliaia di agricoltori a manifestare a Bruxelles contro le ipotesi di revisione avanzate dalla Commissione europea. Su questo fronte, Coldiretti Siena sottolinea come sia stato raggiunto un risultato fondamentale grazie all’impegno del Governo italiano e del ministro Francesco Lollobrigida: le risorse destinate agli agricoltori italiani nella PAC 2028-2034 salgono a 10 miliardi di euro, un miliardo in più rispetto all’attuale programmazione.

Un cambio di rotta netto rispetto alle iniziali ipotesi di taglio, frutto anche delle mobilitazioni promosse da Coldiretti in Italia e in Europa, compresa quella del 18 dicembre scorso. Ora, però, secondo l’organizzazione agricola, è essenziale che agli annunci seguano atti legislativi europei chiari e vincolanti, capaci di garantire che queste risorse siano realmente destinate alla tutela del reddito degli agricoltori.

Allo stesso tempo viene ribadita la necessità di intervenire su alcune criticità, come l’azzeramento del dazio sui fertilizzanti introdotto con il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM). Di particolare importanza anche la modifica che consentirà di destinare il 10% del Fondo unico alle aree rurali, pari a circa 48 miliardi di euro. Una misura che potrà essere utilizzata concretamente per sostenere aree interne, collinari e montane, valorizzando il lavoro degli agricoltori che vivono e operano stabilmente in questi territori, come avviene in molte zone della provincia di Siena.

Tra le parole chiave che continueranno a caratterizzare il 2026 restano dazi e Mercosur. Sul fronte dei dazi, in particolare quelli statunitensi, permane una forte preoccupazione per le ricadute su un territorio come quello senese, dove il comparto vitivinicolo rappresenta un asse strategico e continua a risentire delle tensioni sui mercati internazionali.

Per quanto riguarda il Mercosur, Coldiretti Siena conferma una posizione di netta contrarietà a qualsiasi accordo che non preveda una reale reciprocità, già ribadita anche a livello nazionale. Le stesse regole imposte alle imprese agricole italiane ed europee devono valere anche per i prodotti importati da altri continenti. Le promesse di un rafforzamento dei controlli, sottolinea l’associazione, non sono sufficienti, soprattutto considerando che oggi viene controllata solo una minima parte dei prodotti agroalimentari che entrano nell’Unione Europea.

PAC e Mercosur restano due temi distinti che non possono essere confusi: il recupero delle risorse per il sostegno al reddito degli agricoltori non può diventare una contropartita per accettare accordi commerciali privi di garanzie adeguate.

“Difendere l’agricoltura oggi – conclude Coldiretti Siena – significa difendere il lavoro, la qualità del cibo e l’identità dei territori, guardando al futuro senza perdere le proprie radici”.



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