Compravendite immobiliari residenziali crescono in provincia di Siena ma sono ferme in città

I numeri del dossier del centro studi di Ance Toscana sulle transazioni immobiliari nel 2018

Nel 2018 il mercato immobiliare residenziale in Toscana è tornato a superare la soglia delle 40 mila transazioni ( 40.721 dato dell’intero territorio regionale) delle quali 15.546 riguardano i comuni capoluoghi di provincia e 25.175 gli altri comuni; un lungo percorso dal minimo regionale del 2013 che complessivamente si attestava a 24.768. Questo è quanto emerge dal recente dossier del centro studi di Ance Toscana sulle transazioni immobiliari nel 2018.

Il commento di Andrea Tanzini nella sua duplice veste di Presidente di Ance Siena e Vice Presidente di Ance Toscana “Il settore edile sta ancora soffrendo e del resto è sotto gli occhi di tutti, non si vedono molte gru in giro, ma non c’è dubbio che l’investimento immobiliare residenziale sta tornando d’interesse anche grazie alle agevolazioni fiscali (sisma bonus e eco bonus) e al ritorno alle erogazioni alle famiglie di muti da parte del sistema bancario.

Nei comuni della provincia di Siena ci sono segnali positivi, con un numero complessivo di transazioni residenziali pari a 2.043 per il 2018, con un incremento di 322 rispetto al 2016 (1.721) pari al +18,71%, mentre per il comune di Siena si conferma la situazione negativa con una continua contrazione delle transazioni. Nel capoluogo della nostra provincia, infatti, le 650 transazioni immobiliari residenziali del 2016 sono scese nel 2018 a 593 registrando, quindi, un meno 8,77%.

“Questa situazione negativa- continua Tanzini – si percepisce semplicemente anche passeggiando per la città, che è bellissima ma decadente, con moltissimi palazzi da recuperare ,anche di pregio, abbandonati e/o quasi vuoti che non trovano al momento nessuna possibilità di nuova vita”.

“Questo immobilismo – ritiene Tanzini – è riconducibile a tanti fattori ma per buona parte pensiamo alle attuali norme che negano l’applicazione di semplice azioni definibili quasi di buon senso come: i cambi di destinazione d’uso con particolare riferimento al piano terra, il frazionamento in più unità immobiliari, l’utilizzo dei sotto tetti che rispettano i requisiti igienico sanitario (come previsto da una apposita legge regionale, la n° 5 del 2010 che a Siena non è stata ancora recepita), la possibilità di spostare i solai interni senza aumento dei volumi e tanto altro ancora”.

Ance Siena ha sottoscritto il protocollo e partecipa attivamente al tavolo tecnico interprofessionale istituito dall’attuale amministrazione comunale di Siena con tutti gli ordini provinciali (architetti, ingegneri, periti e geometri), portando il proprio contributo di concreta esperienza fatta sul campo.

Siamo certi che il percorso di ascolto e proposta messo in atto sia l’unico modo per rilanciare il settore che parte proprio dal ruolo collaborativo con gli addetti ai lavori, ognuno nel proprio ambito e nel rispetto delle regole; l’approvazione del piano operativo e dei conseguenti atti amministrativi, dovrà dare l’impulso positivo indispensabile per il settore edile, ripristinando un clima di fiducia e condivisione di obiettivi tra operatori e amministrazione pubblica. “L’auspicio – conclude Tanzini – è che anche a Siena si possa generare l’inversione di tendenza che è già in atto negli altri capoluoghi di provincia della Toscana tra cui quelli a noi più vicini: il comune di Arezzo con un +11,25% è passato dalle 782 transazioni del 2016 alle 870 del 2018, il comune di Grosseto ,con un +9,07%, dalle 860 transazioni del 2016 alle 938 del 2018, il comune di Livorno, con un +12,01%, dalle 1.756 transazioni del 2016 alle 1.967 del 2018 mentre il comune di Firenze, con un +12,04%, da 4.789 a 5.366”.

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