Cosimo I a Siena, proseguono le iniziative per i 500 anni dalla nascita del Duca

Il 18 dicembre visita guidata al Museo delle Biccherne dell’Archivio di Stato e un pomeriggio di studio alla Biblioteca degli Intronati

Proseguono gli appuntamenti dedicati a “Cosimo I a Siena. Storia, arte e architettura” organizzato dal Comune con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana, per il cinquecentesimo anniversario dalla nascita del Duca. Dopo il successo, la scorsa domenica, delle visite guidate ai luoghi che ancora oggi testimoniano la presenza dei Medici in città, il programma prevede altri due appuntamenti per mercoledì prossimo, 18 dicembre: un’altra visita guidata dalle 15 alle 16.30 al Museo delle Biccherne dell’Archivio di Stato con ingresso gratuito, e alle 17, nella Sala Storica della Biblioteca Comunale degli Intronati (via della Sapienza, 5), un pomeriggio di studio dal titolo: “Cosimo I de’ Medici, Duca di Firenze e Siena. Vicende cittadine di un’epoca (ingiustamente?) trascurata”. Tre relatori di eccezione: Mario Ascheri, Giovanni Mazzini e Ettore Pellegrini coordinati dal presidente del CdA della Biblioteca Raffaele Ascheri.

Lo storico Mario Ascheri spiegherà la scarsa attenzione, di lunga durata, prestata al periodo di Cosimo I a Siena. “In effetti – spiega il professore –  la guerra e l’assedio prima, e la resistenza in Montalcino poi hanno lasciato poco spazio per approfondire in modo equilibrato il problema di Cosimo che, quindi, è apparso a Siena o smodatamente elogiato (Malavolti) o eccessivamente esecrato. Il ‘tiranno’ fiorentino va inserito nel contesto prima e dopo la caduta della Repubblica per una valutazione serena, a distanza di quasi 500 anni dagli eventi”.

Il professor Giovanni Mazzini, invece, tratterà della caccia di “tori ideata per il 1560, in concomitanza della prevista visita del nuovo signore di Siena, Cosimo I, alla quale avrebbero dovuto prendere parte tutte le diciassette Contrade. Ma in realtà non fu mai effettuata, forse per una sorda, ma tenace ostilità popolare. Eppure, nonostante il fallimento organizzativo, i preparativi per quello che avrebbe dovuto essere un grandioso spettacolo lasciarono importantissime testimonianze scritte, che descrivono lo stato delle Contrade senesi all’epoca della caduta definitiva della Repubblica”. “Le Contrade – continua lo storico conoscitore di Siena e del Palio – avevano superato la sconfitta della patria, conservando inalterate le usanze, le prerogative, le strutture, e approdarono alla nuova era medicea avendo ormai compiuto il loro radicamento nella società e nella storia della città”. Ettore Pellegrini, uno dei massimi esperti dell’iconografia storica della città e della provincia di Siena, condurrà, in un intervento approfondito e puntuale, su come si arrivò all’assedio di Siena nel 1554-1555 e alla sua stessa caduta.