La Caritas diocesana di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino interviene per smentire le notizie circolate negli ultimi giorni sull’ipotetica apertura di un Centro di Accoglienza Straordinaria (Cas) a Costalpino. Una presa di posizione netta, con cui l’ente ecclesiale chiarisce che non esiste alcun progetto in corso e che l’ipotesi presa in considerazione nelle scorse settimane è stata rapidamente accantonata.
“Nessuna proposta ufficiale per l’apertura di un Cas in località Costalpino è mai stata avanzata dalla Caritas”, si legge nella nota diffusa dalla Diocesi. L’ente spiega che, dopo il trasferimento della RSA presente nella struttura, la proprietà aveva interpellato la Caritas per valutare possibili utilizzi dell’immobile. Tra le ipotesi prese in considerazione vi era quella di un’accoglienza limitata a richiedenti asilo già inseriti in percorsi universitari o lavorativi nell’area senese. Prima di compiere qualsiasi passo, però, la Caritas riferisce di aver voluto confrontarsi con i residenti della zona. Il 13 luglio era stato infatti organizzato un incontro con la popolazione locale e “Avendo registrato fin da subito la contrarietà del vicinato – si legge dalla nota -, la questione è stata subito accantonata”.
Da qui lo stupore per il riemergere della vicenda a distanza di oltre dieci giorni. La Caritas evidenzia come la notizia sia stata ripresa e collegata a fatti di cronaca locale che “non hanno nulla a che fare con l’ipotesi valutata a Costalpino”. Viene inoltre contestata la cifra di 80 ospiti circolata nelle ricostruzioni degli ultimi giorni: secondo la Diocesi, la struttura potrebbe ospitare al massimo 25 persone.
Un chiarimento che arriva dopo le polemiche alimentate da alcune forze politiche della destra estrema, che avevano rilanciato l’ipotesi dell’apertura del centro di accoglienza, e all’indomani della presa di posizione del sindaco di Siena Nicoletta Fabio. Il primo cittadino aveva infatti definito “irricevibile” l’eventuale realizzazione di un nuovo Cas a Costalpino, affermando che l’amministrazione avrebbe espresso la propria contrarietà “in ogni sede e modo” rispetto a una soluzione che risultava essere stata ipotizzata dalla Caritas.
La nota della Diocesi, tuttavia, chiarisce che quella possibilità non è mai diventata una proposta concreta e che era già stata archiviata dopo il confronto con i residenti. “Se fossimo stati interpellati – conclude la Caritas – avremmo potuto chiarire prima la situazione e si sarebbe evitata la pubblicazione di fake news che non fanno altro che alimentare malcontento e dissapori”.