Crisi da Covid: in Consiglio istituzioni e parole, il finale però manca

La seduta monografica sulla situazione economica di Siena non ha prodotto documenti, se ne riparlerà tra qualche giorno

La Città a confronto, atto secondo. A poche settimane di distanza dalla “chiamata alle armi” del cardinale Lojudice, le principali istituzioni senesi si sono ritrovate al Santa Maria della Scala, all’interno di una seduta monografica del Consiglio comunale. Al centro il Covid e le possibili soluzioni per fronteggiare la crisi, nella prospettiva di una ripartenza. All’appello non mancava quasi nessuno e ognuno ha detto la sua nel tentativo di indicare la via. Alla politica il compito di riassumerli in un atto concreto, che desse forza all’iniziativa. Le parole però sono rimaste tali, perchè al termine della seduta, non è stato votato alcun documento. Se ne riparlerà tra qualche giorno, quando la strada da intraprendere sarà più chiara. Dall’opposizione hanno evidenziato “la volontà della maggioranza di evitare una spaccatura come già avvenuto per Mps”.

Una lettura che può essere valida, anche se resta difficile comprendere il perchè di queste adunate se poi è già predisposto che rimangono senza un finale definito: tanto che il sindaco dopo la parte istituzionale ha lasciato il complesso museale. Va bene parlare per orizzonti larghi e chiamare università, Fondazione Mps, associazioni di categoria, arcidiocesi, ecc.. a mettere il proprio mattoncino. Il tessuto sociale ed economico di Siena però non ha tutto questo tempo a disposizione. L’ha ricordato Pracchia di Confcommercio. Il Covid ha colpito duro. I governanti locali hanno un potere limitato, ma con le passerelle non si va da nessuna parte.