Crisi lavoro in provincia di Siena, cassa integrazione aumentata del 322% dal 2023 a oggi

Istituzioni, parti sociali e datoriali si sono incontrati al Tavolo Regionale

Di Redazione | 20 Aprile 2026 alle 19:00

Crisi lavoro in provincia di Siena, cassa integrazione aumentata del 322% dal 2023 a oggi

Un aumento esponenziale della cassa integrazione segna il quadro occupazionale del territorio senese, restituendo l’immagine di una crisi profonda e diffusa che coinvolge lavoratrici, lavoratori e sistema produttivo. I numeri parlano chiaro: il ricorso agli ammortizzatori sociali è cresciuto in maniera significativa negli ultimi anni, segnalando difficoltà strutturali che vanno ben oltre singole vertenze aziendali e che chiamano in causa l’intero tessuto economico locale. Per questo istituzioni, parti sociali e datoriali si sono incontrati al Tavolo Regionale.

A evidenziare la portata del fenomeno è Alice D’Ercole, segretaria provinciale Cgil Siena: “Consideriamo che il nostro territorio, nel 2025, ha registrato un aumento esponenziale dei dati della cassa integrazione. Rispetto al 2023, siamo a +322%, risultando il secondo territorio per incremento percentuale. Se prendessimo tutti i lavoratori della provincia impiegati nei settori primari non agricoli a tempo indeterminato, ciascun lavoratore avrebbe mediamente circa 92 ore di cassa integrazione. Si tratta di un dato estremamente drammatico, a cui si aggiungono le crisi che non attivano ammortizzatori sociali ma si concludono con la perdita di posti di lavoro. Di fronte a questo quadro di allarme — che colpisce in primo luogo lavoratrici e lavoratori, ma anche le imprese — è necessario intervenire con decisione”.

Un contesto che rende ancora più urgente il confronto aperto a livello regionale e il lavoro portato avanti dalle organizzazioni sindacali, a partire dalla piattaforma presentata alle istituzioni. A fare il punto sul percorso è Riccardo Pucci, segretario generale Cisl Siena: “Come organizzazione sindacale, oltre un anno fa abbiamo presentato una piattaforma sul lavoro a tutte le istituzioni. Nel mese di maggio è previsto un nuovo incontro per fare il punto della situazione. Nel frattempo verrà predisposto un protocollo condiviso tra la parte regionale, le rappresentanze datoriali e quelle sindacali: un documento territoriale, costruito a partire dalle specificità del territorio, perché questo è un elemento fondamentale. È necessario adottare un metodo che si adatti al contesto locale, affiancato da un forte investimento nella formazione, che riteniamo essenziale. Il protocollo dovrà poi essere condiviso con tutte le istituzioni e tradotto in azioni concrete”.



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