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martedì, 14 Luglio 2020
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Da giovedì 2 luglio riapre la Pinacoteca nazionale di Siena

Eccezionalmente a ingresso gratuito per tutto il mese di luglio

Da giovedì 2 luglio riapre la Pinacoteca nazionale di Siena, un altro dei prestigiosi musei statali della Direzione regionale musei della Toscana, eccezionalmente a ingresso gratuito per tutto il mese di luglio.

La riapertura rispetta tutte le norme di sicurezza previste per i visitatori, il personale, gli ambienti e le opere, in linea con le indicazioni del Comitato tecnico scientifico nazionale e con le indicazioni operative fornite dalla Direzione Generale Musei del Mibact. L’attività della Pinacoteca è già ripartita, appena terminate le prescrizioni per l’emergenza Covid 19, con l’avvio del restauro della Croce dipinta del Carmine di Siena di Ambrogio Lorenzetti grazie al sostegno della Fondazione Friends of Florence che collabora costantemente con la Direzione regionale musei della Toscana, diretta da Stefano Casciu. L’intervento sarà eseguito dalla restauratrice Muriel Vervat ed è stato fortemente voluto da Cristina Gnoni Mavarelli, Maria Mangiavacchi ed Elena Pinzauti rispettivamente ex direttrice, curatrice e restauratrice della Pinacoteca. L’opera verrà poi ricollocata nella Sala 7 della Pinacoteca, con altre opere di Ambrogio Lorenzetti, conosciuto soprattutto come il Pittore del Buon Governo nel Palazzo Pubblico di Siena.

La Pinacoteca Nazionale di Siena raccoglie la più importante collezione di dipinti su tavola a fondo oro del Trecento e del Quattrocento senese. Il museo, inaugurato nei Palazzi Buonsignori e Brigidi nel 1932 con l’ordinamento scientifico di Cesare Brandi, ha visto un processo di rinnovamento espositivo, nato sull’ondata delle molte esposizioni tematiche, dedicate alle correnti artistiche più significative rappresentate nella raccolta.
Il percorso museale si articola su due piani: il secondo dove sono esposti i dipinti dell’epoca d’oro della pittura gotica senese, dalle origini fino al Quattrocento passando per i capolavori di Duccio, Simone Martini, dei fratelli Pietro e Ambrogio Lorenzetti e dei tardo Trecentisti. Nel Quattrocento si riconferma la pittura raffinata e fantasiosa di Giovanni di Paolo e Sano di Pietro, ma anche le aperture al rinnovamento rinascimentale di Sassetta, Vecchietta, Matteo di Giovanni, fino alla piena adesione alla cultura classica da parte di Francesco di Giorgio Martini.

Al primo piano è testimoniata l’evoluzione artistica verso il manierismo compiuta grazie all’apporto di Domenico Beccafumi, che troviamo ampiamente rappresentato insieme ai contemporanei Sodoma, Riccio, Marco Pino, Brescianino. Un’ala è stata dedicata ai pittori che dallo scadere del Cinquecento operarono prima in senso tardo manierista e poi in senso naturalista impressionati dalla novità di Caravaggio: Francesco Vanni, Rutilio Manetti e Bernardino Mei. Sempre al secondo piano, il recente allestimento del salone delle sculture lapidee offre al visitatore un suggestivo panorama sui tetti di Siena.

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