Da Siena a Firenze, il congresso mondiale sul cheratocono: mille specialisti da 33 Paesi

Il professor Cosimo Mazzotta: “Due anni di lavoro per un evento che riunisce i massimi esperti mondiali della cornea”

Di Cristian Lamorte | 15 Aprile 2026 alle 17:00

Nasce da un forte legame con il territorio senese, ma approda a Firenze per ragioni organizzative e di capienza il Keratoconus Congress, in programma dal 16 al 18 aprile 2026 al Palazzo dei Congressi. L’evento porterà in Toscana oltre mille specialisti da 33 Paesi, con relatori provenienti da tutti i continenti, confermando il ruolo della regione nel panorama scientifico internazionale. Dopo due anni di preparazione, il congresso si presenta come uno dei più importanti appuntamenti globali dedicati al cheratocono e alle patologie corneali, promosso sotto l’egida dell’International Keratoconus Society.

“Abbiamo lavorato a lungo per costruire un evento di livello internazionale – spiega il professor Cosimo Mazzotta, presidente del meeting –. I numeri e la partecipazione globale hanno reso necessario individuare una sede in grado di accogliere un pubblico così ampio, come Firenze”spiega il professor Cosimo Mazzotta, presidente del congresso, oculista esperto che ha legato il suo nome a Siena non solo professionalmente ma anche per essersi reso protagonista di un evento di cronaca a lieto fine. Fu lui, infatti, nel 2020 a salvare la vita ad un ciclista in arresto cardiaco

Il programma scientifico vedrà la partecipazione dei massimi esperti della cornea, con approfondimenti che spaziano dalla genetica alla diagnostica avanzata, fino alle tecniche più innovative di chirurgia e parachirurgia. Tra i temi anche i trapianti corneali, i trattamenti laser combinati, le tecniche CAIRS e la gestione della cataratta nei pazienti affetti da cheratocono.

Accanto alle sessioni teoriche, spazio anche alla pratica con laboratori, corsi di aggiornamento e momenti innovativi come la chirurgia robotica in diretta da remoto. Particolare attenzione sarà dedicata anche allo studio della superficie oculare e del film lacrimale.

Forte il coinvolgimento del territorio: partecipano tutte le università toscane – Firenze, Pisa e Siena – insieme ad altre realtà accademiche italiane. Presenti anche optometristi e associazioni di pazienti, a conferma di un approccio che unisce ricerca, clinica e assistenza.

La scelta di Firenze non è casuale: l’elevato numero di partecipanti ha richiesto una struttura adeguata, non disponibile in altre città del territorio, capace di ospitare un evento di queste dimensioni. Per tre giorni il capoluogo toscano sarà dunque al centro della scena scientifica internazionale.

“È il più alto livello oggi raggiungibile nella diagnosi e nel trattamento del cheratocono – spiega Mazzotta –. Un’occasione unica per Firenze e per tutta la Toscana. Il cheratocono è una malattia che colpisce i giovani e spesso anche gli adolescenti e che deforma la cornea portando purtroppo alla perdita della vista se non viene riconosciuta in tempo. Una malattia che comincia con un difetto di vista, un astigmatismo irregolare, quindi con una sfocatura delle immagini, con uno sdoppiamento delle immagini a cui bisogna prestare la massima attenzione, fare degli esami di approfondimento e degli esami strumentali particolari. Uno in particolare si chiama tomografia della cornea che ci permette appunto di analizzare la superficie dell’occhio anteriore e posteriore, di vedere lo spessore corneale e la presenza di eventuali aberrazioni che ci portano appunto alla diagnosi di questa malattia. Abbiamo introdotto a Siena nel 2004 la terapia per bloccare la degenerazione di questa malattia, quindi siamo orgogliosi di questo risultato che ci ha portato oggi ad avere la fiducia del mondo intero. Sarà un congresso veramente globale – conclude il professor Mazzotta -, tutti hanno avuto una grandissima voglia di partecipare a questo evento e io come presidente e come organizzatore di questo evento ne sono estremamente orgoglioso e soddisfatto e ringrazio tutti quelli che ci hanno aiutato”

Cristian Lamorte

Giornalista dal 2006 ama il suo mestiere perché gli consente di alzarsi ogni mattina senza sapere cosa farà del resto del giorno. Ama le storie, quelle da leggere e quelle da raccontare. Detesta chi guarda invece che osservare, predilige un ricco silenzio ad un povero sproloquio. Nel tempo libero si dedica ai libri e al cammino, in un costante passo dopo passo lungo la linea sottile tra ragione e follia. La stessa linea che lo spinge a ricercare ogni giorno, dopo essersi svegliato, una nuova pagina da scrivere.



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