De Mossi: “Palii, ci siamo lasciati una porta aperta”. 4 nuovi casi di contagio

Il sindaco: "Se le regole permettono un Palio non sacrificato, con una partecipazione adeguata del popolo, ne riparleremo con tutti i Priori e il decano dei Capitani, sarà decisione collettiva. Se non saremo però in grado di fare un Palio nelle forme consuete, valuteremo l'annullamento"

In collegamento con Siena Tv e Radio Siena, il sindaco Luigi De Mossi ha fatto nuovamente il punto rispondendo alle domande di media e cittadini sull’emergenza coronavirus, all’interno di un servizio di videoconferenza giornaliero, dal lunedì al venerdì, offerto dal Comune.

Come di consueto in apertura di collegamento il sindaco ha emesso il bollettino sui contagi nel territorio senese, rilevando 4 nuovi casi, e segnalando che sono 9 le persone ricoverate al reparto di rianimazione dell’ospedale le Scotte.

Ieri è arrivata la decisione di Comune, Priori e decano dei Capitano legata alla eventuale riprogrammazione dei Palii nelle date 22 agosto e 26 settembre, si attenderà il 10 maggio per capire meglio la situazione in base alle decisioni del Governo.  “Scelta presa all’unanimità – racconta De Mossi – i rappresentanti delle Contrade hanno dimostrato senso di civismo e responsabilità. E’ stata una decisione sofferta, era un po’ che ci pensavamo, non è stata presa a cuor leggero. Ma ci lascia un way out, una porta aperta per non annullare il Palio. Il 10 maggio? Non sappiamo cosa può succedere, siamo nel perimetro di decisioni prese a livello nazionale. Se le regole permettono un Palio non sacrificato, con una partecipazione adeguata del popolo, ne riparleremo con tutti i Priori e il decano dei Capitani, sarà decisione collettiva. E’ difficile per noi rinunciare a questa Festa. Se non saremo però in grado di fare un Palio nelle forme consuete valuteremo l’annullamento – sottolinea il sindaco – questa è certamente un’ipotesi estrema e residuale, per questo si valutava il Palio Straordinario, in questo caso però devono esserci precise condizioni. Abbiamo dovuto considerare anche l’aspetto economico, in un momento così drammatico per l’economia c’è la possibilità di far lavorare alberghi ristoranti, negozi per 8 giorni”.

Feste titolari annullate in toto: “Serviva uniformità, o tutte o nessuno. Non si può penalizzare qualche Contrada e altre no, questo è il senso della scelta”.
Come ripartirà adesso il protocollo paliesco: “Il protocollo slitterà ancora, lo rielaboreremo, è fondamentale la tutela fisica dei cavalli, stringeremo i tempi, ma compatibilmente con la salvaguardia degli animali” spiega De Mossi.

Il destino della stagione teatrale: “Pensiamo a soluzioni alternative da proporre agli abbonati, come ad esempio spettacoli dal vivo per i numeri pari, e da remoto per i dispari,  e viceversa, intendiamo anche recuperare parte di spettacoli non andati in scena per via del virus. Parlando col direttore Benvenuti studiamo forme di intrattenimento in qualche modo “risarcitorie”.

Gli eventi turistici: “L’idea – dice de Mossi – è di concentrare gli eventi saltati per l’emergenza nella seconda parte dell’anno, stante le decisioni del Governo su restrizioni e concessioni”.

 

 

 

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