Doggy bag, le associazioni dei ristoratori senesi storcono il naso: “No all’obbligo, già in tanti ce la chiedono e la forniamo già”

Presentata alla Camera la proposta di renderla obbligatoria, a Siena si applica già da anni.

Di Simona Sassetti | 11 Gennaio 2024 alle 15:15

Doggy bag, le associazioni dei ristoratori senesi storcono il naso: “No all’obbligo, già in tanti ce la chiedono e la forniamo già”

Un italiano su 2 chiede di trovare la doggy bag al ristorante, sono questi i nuovi dati emersi da una analisi Coldiretti/Censis. Doggy bag che adesso potrebbe diventare realtà con la nuova proposta di legge presentata da Forza Italia, per renderla obbligatoria, prevedendo anche sanzioni per chi non si attiene alla norma. La Doggy bag, letteralmente “borsa per cani” è quella pratica comune in molti paesi dell’estero di portare via il cibo non consumato al ristorante e cercare così di ridurre gli sprechi alimentari. Si tratta di 140 kg di cibo pro-capite che finisce nella spazzatura ogni anno (dati Eurostat) ed è per questo che l’obiettivo di contrastare lo spreco alimentare può passare anche da un gesto semplice come quello di portarsi a casa gli avanzi di cibo ordinato ma non consumato al ristorante. Alcune associazioni dei ristoratori, però, dicono no. La Fipe – Confcommercio si dichiara favorevole alla proposta, pur mantenendo qualche riserva sull’obbligatorietà. “Introdurre l’obbligo in capo ai ristoranti non è la soluzione – si legge dalla nota stampa – al problema dello spreco alimentare, perché la resistenza a chiedere di portarsi a casa il cibo non consumato viene proprio dai clienti, che già oggi, in realtà, possono usufruire di questa possibilità in qualsiasi ristorante del Paese. La proposta, dunque, dovrebbe includere iniziative capaci di sensibilizzare i clienti per convincerli ad abbattere le resistenze culturali, come la vergogna o l’imbarazzo, che spesso li scoraggiano dall’avanzare richieste al personale del locale. Proprio su quest’ultimo aspetto bisogna intervenire con determinazione al fine di diffondere una vera e propria cultura della sostenibilità alimentare basata sui concetti della conservazione, della rielaborazione e della valorizzazione di ogni parte del cibo, distintivi della cultura italiana”. Anche la Fiepet Confesercenti di Siena non è d’accordo sull’obbligatorietà e afferma che a Siena sono già in molti a chiedere “il sacchettino” nei ristoranti e questi a fornirglielo. “ Se te lo chiedono, anche se per noi è il contenitore di metalli ha un costo glielo diamo volentieri, ma l’obbligatorietà è sbagliata- afferma Michele Vitale, presidente provinciale dei ristoratori Fiepet Confesercenti Siena – . E’ comunque una pratica già diffusa nei nostri ristoranti e non ce lo chiedono solo i turisti”.

Simona Sassetti

Nasce a Siena nel 1991, lavora a Siena Tv dal 2016. Ha scritto prima sul Corriere di Siena, poi su La Nazione. Va pazza per i cantanti indie, gli Alt-J, poi Guccini, Battiato, gli hamburger vegani, le verdure in pinzimonio. È allergica ai maschilismi casuali. Le diverte la politica e parlarne. Ama il volley. Nel 2004 ha vinto uno di quei premi giornalistici sezione giovani e nel 2011 ha deciso di diventarlo



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