Donna accoltellata a Chiusi ancora in prognosi riservata. Continuano le indagini

La ricostruzione dei fatti: come movente si segue la pista dei soldi. Difficili i rapporti con il figlio

Si trova ancora ricoverata in rianimazione, in prognosi riservata, la donna di 61 anni accoltellata venerdì sera nella sua casa di Chiusi. Un’aggressione di rara ferocia, la donna è stata infatti colpita al volto, al collo e all’avambraccio e ha riportato preoccupanti lesioni cerebrali e la perforazione di un polmone, perdendo oltre 2 litri di sangue. Innumerevoli colpi di fendente, date utilizzando un coltello da cucina, in acciaio, da 32 centimetri, ritrovato sul letto della donna, dagli uomini dell’arma dei Carabinieri giunti sul posto. All’interno dell’appartamento c’era il figlio della donna, coperto di sangue fino al volto, che, non ha mai chiesto di avere notizie sulle condizioni della madre. Non ha convinto l’ipotesi presentata da questo secondo cui la madre sia stata accoltellata in seguito ad un tentativo di rapina, e per questo l’uomo è stato tradotto nel carcere senese di Santo Spirito, a disposizione del PM Silvia Benetti, dove è tutt’ora recluso.

Una convivenza difficile quella tra due, una madre sola che ha cresciuto il figlio mentre il padre, assente, si è da anni trasferito a Milano. Una situazione economica altrettanto complicata, la donna infatti svolgeva lavori saltuari come domestica e badante, mentre il giovane non ha mai lavorato. Un sussidio statale da 500 euro in scadenza e la domanda di entrambi per ottenere il reddito di cittadinanza, indizi che rendono ancor meno credibile, agli occhi degli inquirenti la possibilità che qualcuno abbia tentato il furto nell’abitazione. Secondo le prime ricostruzioni potrebbe essere stato proprio il denaro a portare il giovane a compiere il folle gesto. Questo infatti avrebbe chiesto alla madre i soldi necessari per trasferirsi in Francia a Parigi per l’esattezza, dove sosteneva di avere conoscenti che avrebbero potuto trovargli un’occupazione. La donna però, non credendo a ciò si sarebbe rifiutata. Inoltre sembra che dopo il raptus il giovane abbia effettuato una telefonata ad una parente confidando l’accaduto. Mentre la madre, trovata in un lago di sangue ancora cosciente, non ha voluto fare il nome del suo aggressore. Le indagini vanno comunque avanti, gli inquirenti vogliono vederci chiaro e analizzare ogni possibile scenario.

Bianca Maria Oliveri

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