Emergenza idrica, il grido di aiuto di Floramiata: "Situazione insostenibile"

L'ad Leo: "Concessione idrica ridotta da 2000 metri cubi ai circa 800/900 giornalieri, quantità non sufficiente per l’azienda"

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Manca l’acqua non piove da settimane, la crisi idrica adesso è davvero una vera e propria emergenza. A lanciare un grido d’allarme è Floramiata, la società florovivaistica ai piedi dell’Amiata, che a causa della carenza di acqua si è vista ridurre la concessione idrica da 2000 metri cubi ai circa 800/900 giornalieri. Una quantità non sufficiente per l’azienda che lavora con le piante e che quindi necessita costantemente di acqua per l’irrigazione e per il loro mantenimento.

“Questo ultimo mese è stato molto pesante – conferma l‘amministratore delegato di Floramiata/ Roberto Leo -. Abbiamo fatto delle ottimizzazioni, stiamo dando meno acqua e con 1300/1500 metri cubi al giorno riusciamo a gestire la situazione, però per molti giorni abbiamo avuto 800/900 metri cubi e così diventa molto difficile ed infatti abbiamo delle aree che hanno subito molto questa carenza di acqua”.

Occorrono interventi straordinari, di certo non facili da individuare, perché l’azienda possa continuare a lavorare a pieno ritmo, in gioco ci sono circa 140 posti di lavoro. Dopo anni di crisi e dopo aver superato periodi di difficoltà, Floramiata è tornata ad occupare una posizione di grande evidenza nel settore del commercio florovivaistico e nel tessuto sociale e imprenditoriale amiatino, ma che adesso si trova a fare i conti con questa condizione climatica estrema. È una tra le poche realtà che ha addirittura dei propri invasi idrici, ben tre da 10000 metri cubi ciascuno, ma che purtroppo non sono sufficienti.



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