Leonardo ha manifestato interesse a seguire il percorso di reindustrializzazione dello stabilimento ex Beko di Siena. È quanto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha comunicato durante il tavolo sulla vertenza, ancora in corso oggi, giovedì 8 ottobre, a Roma, secondo quanto riferito da Fiom, Fim e Uilm.
Un elemento che potrebbe aprire una nuova prospettiva per il sito di viale Toselli, dopo mesi di attesa sull’individuazione di un soggetto industriale. L’interessamento dovrà essere approfondito nei suoi contenuti: attività da insediare, investimenti, tempi e numero di lavoratori coinvolti.
“L’incontro di oggi a Roma segna un passaggio importante per il futuro del sito di Siena”, ha sottolineato la Rsu Fim, Fiom e Uilm. “Sono in corso tutte le valutazioni del caso. Dobbiamo ancora capire bene in che modo e le tempistiche”.
“Vogliamo verificare concretamente come verrà realizzata, quali saranno gli investimenti, i tempi e, soprattutto, quali produzioni verranno sviluppate a Siena”, ha dichiarato Daniele Calosi, segretario generale della Fiom Toscana, chiedendo una forte componente di produzioni civili e il recupero del perimetro occupazionale esistente all’inizio della vertenza.

Il percorso di reindustrializzazione è stato previsto nell’accordo quadro sottoscritto al Mimit il 14 aprile 2025, dopo le mobilitazioni contro il piano di ridimensionamento degli stabilimenti italiani. A Siena la produzione si è fermata il 28 novembre 2025, chiudendo una storia industriale durata 58 anni.
L’immobile è passato in mano pubblica attraverso Sviluppo Industriale Siena, partecipata all’80% da Invitalia e al 20% dal Comune. Lo svuotamento dello stabilimento è stato completato il 30 giugno scorso, mentre a luglio è stata avviata la progettazione degli interventi di bonifica dell’amianto.
Gli ultimi dati disponibili indicano 148 dipendenti ancora in organico al 31 agosto, con ammortizzatori sociali previsti fino al 31 dicembre 2027. Proprio l’assenza di un piano industriale definito aveva spinto Fim, Fiom e Uilm a chiedere risposte concrete al confronto di oggi.
Gli sviluppi del tavolo dovranno chiarire come l’interessamento di Leonardo possa tradursi in un progetto capace di riportare produzione e occupazione a viale Toselli.
