Fine vita, la Toscana si divide dopo la mossa della Giunta: maggioranza compatta, FdI critica il metodo

Dopo la conferenza stampa di Giani e Monni sulla sentenza della Consulta, arrivano le reazioni dei consiglieri regionali: la maggioranza rivendica la validità della legge, Fratelli d’Italia chiede il passaggio in Aula

Di Lorenzo Agnelli | 16 Gennaio 2026 alle 12:00

Dopo l’annuncio del presidente della Regione Eugenio Giani e dell’assessora Monia Monni sull’immediata applicabilità della legge toscana sul fine vita, arrivano i commenti dei consiglieri regionali. Un confronto che mette in evidenza una maggioranza compatta nel rivendicare la legittimità dell’impianto normativo e un’opposizione che critica soprattutto il metodo scelto dalla Giunta.

Bezzini (Pd): “Il cuore della legge è salvo ed è già efficace”

Per la maggioranza interviene il capogruppo del Partito democratico Simone Bezzini, che sottolinea come la sentenza della Corte costituzionale abbia respinto l’impostazione del ricorso del Governo.

“La Corte ha salvaguardato il cuore della normativa toscana sul fine vita – afferma Bezzini – riconoscendo che la Regione poteva intervenire nell’ambito delle competenze concorrenti in materia di tutela della salute, per definire procedure e modalità organizzative in attuazione delle sentenze del 2019 e del 2024”.

Secondo il capogruppo Pd, la dichiarazione di illegittimità di alcune parti non compromette l’efficacia complessiva della legge. “La norma è in vigore, produce effetti ed è attuabile – aggiunge – senza la necessità di ulteriori interventi legislativi. Saranno piuttosto le linee guida della Giunta e delle strutture regionali a recepire puntualmente le indicazioni della Corte”.

Galletti (M5S): “Riconosciuta la bontà di una legge di iniziativa popolare”

Sulla stessa linea la consigliera del Movimento 5 Stelle Irene Galletti, che rivendica il valore politico della legge approvata nella scorsa legislatura.

“La Corte costituzionale ha riconosciuto la bontà dell’intervento normativo e del percorso politico della Toscana – spiega – una legge nata da un’iniziativa popolare, sostenuta da migliaia di cittadini e portata avanti con il contributo dell’Associazione Luca Coscioni”.

Per Galletti il nodo centrale resta l’assenza di una legge nazionale: “Il tassello mancante è l’intervento del Parlamento. La Toscana ha indicato una strada e ha offerto un modello regolamentare che può essere utile anche alle altre Regioni. È inspiegabile il comportamento del centro-destra: questo dibattito oggi si è svilito al punto tale di essere un semplice attacco a una Giunta regionale che, la Corte Costituzionale l’ha detto chiaramente: ha fatto bene il suo dovere”.

Tomasi (FdI): “Cancellate le scelte politiche della Regione”

Dal fronte dell’opposizione, il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Tomasi invita a una lettura più prudente della sentenza.

“Le sentenze si rispettano – premette – ma è evidente che la Corte ha cassato tutte le scelte di indirizzo politico della Regione: i tempi certi delle procedure, il riferimento al delegato, le parti più caratterizzanti della legge”.

Secondo Tomasi, ciò che resta è una cornice procedurale molto simile ai protocolli già esistenti nelle Asl: “La Corte richiama ancora una volta la necessità di una legge nazionale, uguale per tutti e senza discrezionalità regionali. È quello che abbiamo sempre sostenuto”.

Cellai (FdI): “Così si svuota il ruolo del Consiglio regionale”

Ancora più critica la posizione dell’altro consigliere di Fratelli d’Italia Jacopo Cellai, che contesta il percorso scelto dalla Giunta.

“Siamo rimasti sorpresi – afferma – dal fatto che si sia deciso di procedere con una conferenza stampa e con linee guida alle Asl, senza riportare le modifiche in Consiglio regionale. Se una legge viene in parte smontata dalla Corte, è naturale che torni in Aula”.

Cellai sottolinea anche le incertezze che, a suo avviso, restano aperte: “La sentenza non chiarisce in modo definitivo né i principi né l’obbligo per le Asl di farsi carico di questo servizio. Si parla di una vittoria politica, ma che rischia di non dare certezze né ai cittadini né agli operatori sanitari”.

Il confronto resta aperto

Il dibattito sul fine vita, dunque, prosegue anche all’interno del Consiglio regionale. Da un lato la maggioranza rivendica una legge ritenuta valida, operativa e riconosciuta dalla Corte costituzionale; dall’altro l’opposizione chiede un passaggio parlamentare nazionale e un ruolo più centrale dell’Aula regionale. In attesa di una legge dello Stato, la Toscana continua a fare da apripista su uno dei temi più delicati del dibattito pubblico.

Lorenzo Agnelli

Giornalista pubblicista iscritto all'ordine dal 2020. Esperienza nel ruolo prima come corrispondente locale dalla Val d'Orcia e poi all’interno della redazione di Radio Siena Tv. Prendere parte alle discussioni e conoscere a fondo i fatti sono stati i fattori scatenanti della sua personale passione verso il giornalismo, concentrandosi principalmente sui fatti di cronaca che riguardano la collettività, come la politica e le sue incoerenze, materie da spiegare e rendere accessibili a tutti. Ama la città in cui lavora, Siena, e la sua terra, la Val d’Orcia, luogo capace di offrire bellezza paesaggistica ma anche umana, difficile da spiegare, ma che non si stanca mai di raccontare.



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