La satira come lente per leggere il presente, tra informazione, spettacolo, social network e costume. Francesca Reggiani è arrivata al Teatro dei Rinnovati di Siena con Titoli di testa, lo spettacolo che chiude questa sera il cartellone di Sipario Rosso nella stagione dei Teatri di Siena. Una chiusura affidata a una delle voci più riconoscibili della comicità italiana, capace di attraversare teatro, televisione e imitazione con uno sguardo ironico e tagliente sulla società contemporanea.
Titoli di testa è uno spettacolo costruito come un contenitore aperto, dove convivono stand up, personaggi, attualità, repertorio e momenti di improvvisazione. “È un genere vario – ha spiegato Francesca Reggiani per la rubrica Su il Sipario– in cui si fa un po’ di stand up, un po’ di personaggi, un po’ con la quarta parete e un po’ senza”.
Al centro resta il presente, con le sue contraddizioni, la politica, la vita quotidiana, il rapporto con l’informazione e con i nuovi linguaggi della comunicazione. Lo spettacolo si apre con la Presidente del Consiglio, ma si muove poi tra diversi personaggi e registri. “Si parla un po’ dell’oggi, indubbiamente – ha detto Reggiani – così come facevamo quando facevamo televisione: l’attualità è molto presente”. Accanto ai temi più contemporanei, non mancano i cavalli di battaglia e i pezzi di repertorio, in una struttura che lascia spazio anche alla libertà dell’attrice in scena: “Lo schema dello spettacolo è quello, poi l’attore entra ed esce come vuole da quel che è scritto. C’è anche una piccola parte che può essere di improvvisazione, però è chiaro che i temi sono dell’oggi”.
Nel racconto di Reggiani c’è anche il rapporto con un mondo in trasformazione, segnato dall’accelerazione dei linguaggi e dei mezzi di comunicazione. Di fronte a una società in cui molti giovani si informano attraverso piattaforme come TikTok, l’attrice non sceglie toni apocalittici: “Non mi fa né paura né nient’altro. Non so dove si va a finire, perché quello che è certo è che c’è un’accelerazione del progresso in tutti i sensi, anche sulla comunicazione. E il progresso va accettato”. Anche su questo, però, la satira può continuare a esercitare il proprio sguardo: “Si fa satira su tutto. Più che altro è avere un punto di vista ironico sulle faccende, sulle cose”.
Ma il ritorno al Teatro dei Rinnovati ha avuto per Francesca Reggiani anche un significato personale e profondo. Entrare di nuovo in quel teatro ha riacceso il ricordo degli anni giovanili, quando l’attrice, allieva del laboratorio di Gigi Proietti, arrivò a Siena durante la tournée di Cyrano de Bergerac. “Mi ha dato un bel po’ di emozione tornare qua – ha raccontato – perché mi è tornato in mente quando ero ragazzina. Io ho fatto il laboratorio con Proietti e abbiamo fatto due anni di Cyrano de Bergerac in tournée. In quei due anni facemmo anche Siena”.
Un ricordo che non riguarda soltanto il teatro, ma anche il clima umano e artistico di quella compagnia. “Nel venire in teatro era un bellissimo convivio quello con lui – ha ricordato Reggiani – si stava proprio bene in compagnia, c’era molta intimità con ognuno di noi”. Per quei giovani attori, Proietti era una guida, quasi una figura paterna: “Eravamo dei ragazzini, avevamo 22, 23, 24 anni. Per alcuni di noi era anche una figura di riferimento quasi paterna”.
Proprio ai Rinnovati, il maestro aveva rivolto ai suoi allievi parole rimaste impresse nella memoria dell’attrice: “Entrando in teatri particolarmente belli lui disse: guardate che belli questi teatri, fateci attenzione, perché non vi sarà poi tanto semplice nella vita rimetterci piede. Non è così facile entrarci”. Un pensiero che, a distanza di anni, ha assunto per Reggiani un valore speciale: “Quando lui diceva così io pensavo: ma chi ci spera, figurati. Già per me era abbastanza stare qui con te, figuriamoci tornarci da sola. E invece nella vita mai dire mai”.
Il ritorno a Siena, dunque, è diventato anche un modo per ritrovare la memoria di Gigi Proietti. “Mi sono ricordata che lui era nell’albergo dove oggi alloggio io – ha detto ancora Reggiani – e noi lo andavamo a prendere. Lui scendeva e poi si camminava fino al teatro. Questa immagine me l’ha fatto sentire molto vicino”.
Con Titoli di testa, Francesca Reggiani chiude il percorso di Sipario Rosso portando ai Rinnovati uno spettacolo capace di far ridere e pensare, ma anche un racconto personale che lega teatro, memoria e gratitudine. Una chiusura nel segno della satira, dell’attualità e dell’emozione, davanti a una comunità teatrale che l’attrice ha voluto salutare con un complimento: “È sempre un piacere vedere i teatri non solo aperti, ma anche pieni. Qui c’è una bella comunità che va a teatro”.