Fratoianni (Sinistra Italiana): “Gsk produca il vaccino Covid, silenzio azienda inaccettabile”

Il deputato, che ha già presentato un'interrogazione alla Camera, è tornato a chiedere a gran voce la produzione dei vaccini nel corso di una iniziativa pubblica di fronte alla stabilimento di Rosia: "E' incomprensibile, l'impianto potrebbe produrre milioni di dosi al mese, istituzioni intervengano"

Aveva già lanciato la proposta con una interrogazione alla Camera a marzo, adesso è tornato a battere sul tasto con una iniziativa pubblica di fronte allo stabilimento di Rosia. Parliamo del deputato Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, che chiede a gran voce che allo stabilimento di Rosia di Gsk si produca il vaccino anti Covid. Una possibilità concreta, data la capacità e le dimensioni dell’impianto, ma che per adesso è lettera morta. Dall’azienda è calato il silenzio, quando la produzione in loco sarebbe altamente strategica per garantire un flusso di dosi adeguato alla campagna vaccinale italiana procede a rilento per i continui tagli alle forniture.

“Il tema presenta un doppio e gigantesco paradosso – esordisce l’onorevole Fratoianni ai cronisti – questo impianto è in grado nel giro di 2 mesi di passare alla fase di infialamento, con dimensioni che renderebbero il nostro paese autosufficiente nel giro di poche settimane. E si potrebbe coprire la fase 1. E’ incomprensibile che ciò non accada, c’è addirittura la voce per cui la produzione avverrà in Belgio, sarebbe una beffa. Le istituzioni devono intervenire e metterci bocca, a partire dalla Regione, serve una risposta ai lavoratori e al paese. Il governo ha molti strumenti, può fare tutto, si deve prendere iniziativa, ovvero mettere in movimento lo stabilimento. L’azienda può produrre ogni mese milioni di vaccini, ogni settimana aspettiamo invece la conferenza stampa del generale Figliuolo per sapere quante dosi arriveranno in meno. Le grandi multinazionali continuano a tagliare le dosi rispetto a i contratti firmati e così siamo subalterni ai loro capricci e interessi. Cerchiamo di utilizzare quello che c’è. Dei vaccini ne avremo bisogno non solo in fase di emergenza, fra poco ad esempio scade la copertura vaccinale dei medici, come faremo? Gsk è un’occasione. Perchè l’azienda è in silenzio? Non ho risposte – conclude – ma la lettura è che la logica del mercato è incompatibile con l’interesse generale, è inaccettabile che non si risponda”.