Furti in aziende e capannoni, tribunale di Siena condanna 8 membri della “banda dei bulgari”

Giudicati col rito abbreviato i membri della gang dedita a furti e ricettazione di materiali rubati in aziende, colpirono in mezza Italia. Misero a segno 5 assalti anche nel senese, fra le vittime Imer e Pramac

Una banda internazionale di nazionalità bulgara ben organizzata e strutturata, che colpiva all’interno di grandi aziende e capannoni industriali per asportare macchinari e materiali ad alta tecnologia, che finivano in canali di ricettazione da milioni di euro. Oggi al tribunale di Siena il gip Jacopo Rocchi ha condannato otto componenti della banda, smantellata nel giugno 2020 da un’operazione congiunta Carabinieri-Procura di Siena e ad autorità bulgare che portò ad ammanettare 9 persone con un mandato di arresto europeo.

Sono state comminate pene da un minimo di un anno e quattro mesi a un massimo di tre anni e sette mesi, per reati a vario titolo che spaziavano dall’associazione a delinquere al furto fino alla ricettazione. Solo per uno dei soggetti è stato disposto il non luogo a procedere. La banda si è resa responsabile, dal 2018 al febbraio 2020, di oltre 40 furti tra il nord-centro Italia fino alla costa adriatica, di cui cinque segnalati nel senese (fra le aziende colpite Pramac e Imer, da questi episodi scattarono le indagini).  Grazie alla collaborazione tra Italia e Bulgaria, è stato possibile successivamente individuare, recuperare e restituire alle ditte la ingente refurtiva.

C.C