Fusaro: “Sala gremita, Siena ama la cultura. Prima di criticare lo spettacolo andrebbe visto”.

Il filosofo risponde ai suo contestatori: “E’ una critica a priori. Di fronte ad eventi gravi come quello di Bibbiano bisognerebbe essere uniti”

Si è tenuto al Santa Maria della Scala, sala Italo Calvino, il primo spettacolo teatrale del filosofo Diego Fusaro, che ha esordito sul palco con un reading musicale sui noti fatti di Bibbiano, dal titolo “Bibbiano – il Gender è già tra noi” accompagnato dal clarinettista Marco Fusi. Una rappresentazione foriera di polemica che ha registrato il tutto esaurito. A margine, Fusaro ha commentato le polemiche che hanno accompagnato il suo reading (LEGGI QUI).

“Sono lieto di essere qui, la sala è gremita – ha detto – Vuol dire che il popolo di Siena ama la cultura. Mi sarebbe piaciuto più consenso, ma molti preferiscono riempire una piazza per protestare. Questa non è lotta di cultura, ma barbarie. La cultura è unitiva non divisiva. Di fronte ad eventi gravi come quello di Bibbiano bisognerebbe essere uniti. Mi pare che qualcuno invece si opponga a quelli che denunciano, mi dispiace molto. Prima di criticare uno spettacolo andrebbe visto. E’ una critica a priori, chi critica si vanta di essere un cultore dell’illuminismo, e chi assiste a certi spettacoli un retrogrado medievale, ma ricordo che il principio primo dell’illuminismo è vagliare criticamente, dovrebbero meditare su questo.  Auspico che quelli scesi in piazza possano rinsavire. L’intervento a sostegno dei minori da parte del Comune? Del bilancio non mi occupo, non mi riguarda”.

 

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