Non una semplice presentazione, non un monologo monotono e nemmeno uno spettacolo nel senso tradizionale del termine. Quella andata in scena ieri sera alla Fortezza Medicea di Siena è stata una vera immersione nel pensiero di Gianrico Carofiglio, capace di trasformare una lectio scenica in un’esperienza collettiva che ha tenuto il pubblico sospeso tra riflessione, sorriso e stupore.
Per quasi due ore lo scrittore, ex magistrato e tra gli intellettuali più autorevoli del panorama italiano, ha letteralmente rapito la platea di Vivi Fortezza da quasi esaurito. Fan affezionati, curiosi, turisti e tanti senesi hanno seguito con attenzione un racconto che ha attraversato filosofia, letteratura, sport, storia e vita quotidiana, senza mai perdere ritmo o leggerezza.
Al centro della serata, “Elogio dell’ignoranza e dell’errore”, una serie di racconti esperienziali tratta dall’omonimo saggio pubblicato da Einaudi. Un titolo volutamente provocatorio che ribalta due concetti spesso percepiti come negativi per restituirne invece il valore più autentico: l’ignoranza come consapevolezza dei propri limiti e punto di partenza della conoscenza e l’errore come passaggio inevitabile della crescita personale e collettiva.
Con la sua ironia sottile, la sagacia dell’argomentazione e una straordinaria capacità comunicativa, Carofiglio ha guidato il pubblico lungo un percorso popolato da figure apparentemente lontanissime tra loro. Da William Turner a Mike Tyson, da Einstein a Goethe,… storie diverse unite da un filo comune: il coraggio di accettare l’incertezza, di mettere in discussione le convenzioni e di trasformare gli inciampi in occasioni di cambiamento.
Il risultato è stato un teatro di parola nel senso più alto e puro del termine: nessun artificio scenico particolare, nessun bisogno di effetti speciali, solo la forza delle idee, delle esperienze e la capacità di raccontarle. Un racconto brillante e effervescente, a tratti dialogante con la platea, che ha alternato momenti di leggerezza ad altri di profonda intensità, affrontando temi attualissimi come il rapporto con il fallimento, la cultura dell’apparenza alimentata dai social network e la crescente difficoltà di confrontarsi con la complessità del mondo contemporaneo.
In un’epoca che celebra la prestazione perfetta e stigmatizza ogni forma di debolezza, Carofiglio ha proposto una visione controcorrente. Ha invitato a riscoprire il valore del dubbio, della lentezza dell’apprendimento e della consapevolezza che non esiste crescita senza errori. Un messaggio che ha trovato terreno fertile in una città come Siena, dove il desiderio di approfondimento culturale continua a rappresentare una componente fondamentale della vita pubblica.
Gli applausi finali, doppi e prolungati, hanno sancito il successo di una delle serate più partecipate e coinvolgenti della rassegna. Un appuntamento che ha confermato la capacità di Vivi Fortezza di offrire proposte di alto profilo e di richiamare un pubblico eterogeneo attorno alla forza delle idee e della cultura.
Archiviata la riflessione, il cartellone è già pronto a cambiare atmosfera. Questa sera alle 21 la Fortezza Medicea accenderà infatti i riflettori sui Negrita. Dopo la profondità del teatro di parola, sarà il momento dell’energia del rock italiano, con una delle band più amate dal pubblico pronta a trasformare il cuore di Siena in un grande palcoscenico musicale sotto le stelle.
