Mps – Intesa, Confindustria benedice le nozze

Il presidente Emanuele Orsini esce allo scoperto: “Un pezzo di Paese crede nell’Italia”

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Il via libera dei soci di Intesa Sanpaolo all’aumento di capitale destinato a sostenere l’offerta su Mps incassa anche il commento del presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. L’assemblea ha approvato l’operazione con un consenso del 97%, un risultato che il numero uno degli industriali legge come un segnale positivo sulla fiducia nel sistema economico e finanziario italiano. “Mi fa piacere che l’assemblea di Intesa sia andata bene, con il 97%, quindi vuol dire che un pezzo di Paese Italia sta credendo sull’Italia”, ha dichiarato Orsini.

Il nodo del risparmio gestito

Ma dalle parole del presidente di Confindustria emerge anche una preoccupazione per il futuro di Generali, soprattutto per il ruolo che la compagnia ricopre nella gestione del risparmio italiano.

“C’è il tema Generali, dentro ci sono oltre 600 miliardi di risparmio degli italiani”, ha sottolineato Orsini. E proprio su questo punto ha espresso una posizione netta: “Da italiano preferisco che quella massa venga gestita da sistemi italiani, piuttosto che da sistemi francesi”.

Il riferimento è alle recenti manovre nel settore finanziario e, in particolare, all’ipotesi di un’alleanza tra Generali e la francese Natixis nel comparto del risparmio gestito, operazione che aveva aperto un ampio dibattito sull’assetto futuro della compagnia triestina.

Il risiko bancario e l’ipotesi Mps-Bpm

Sullo sfondo resta anche il risiko bancario italiano. Nell’operazione che coinvolge Mps e Banco Bpm, infatti, il ruolo di Crédit Agricole potrebbe diventare particolarmente rilevante in caso di nascita di un eventuale gruppo combinato.

È in questo scenario che le parole di Orsini assumono un significato più ampio: da una parte il plauso per il consenso ottenuto da Intesa Sanpaolo sull’operazione Mps, dall’altra la richiesta di mantenere in Italia la gestione di una parte significativa del patrimonio finanziario degli italiani.

Il tema, dunque, non riguarda soltanto gli equilibri tra banche e assicurazioni, ma anche il controllo di una componente strategica del sistema economico nazionale: il risparmio delle famiglie e la sua gestione nel lungo periodo.



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