Gli avvocati di Jacopo Biondi Santi: “Molto rumore per nulla”

“Operazioni con fini estranei a motivi fiscali, non hanno sottratto un euro al fisco”

In seguito alle notizie pubblicate ieri e oggi in merito al sequestro emesso nei confronti del Sig. Jacopo Biondi Santi in dipendenza di reati fiscali allo stesso contestati (al momento infatti ancora da accertare sia i fatti sia le eventuali responsabilità) ecco la nota dei legali incaricati, Giulio Andreani, Partner, dell’Avv. Domenico Rettura, Counsel, e dell’Avv. Valeria Andreani, Associate, per la difesa tributaria avente a oggetto le contestazioni mosse nei suoi confronti e delle società Montepo’ srl e JBS srl dalla Guardia di Finanza, da cui è disceso il sequestro. La parallela difesa penale, com’è già noto, è stata affidata all’Avv. Enrico de Martino e all’Avv. Lorenzo de Martino del foro di Siena, mentre l’assistenza attinente gli eventuali profili societari è stata conferita all’Avv. Giovanni Gatteschi). Si rispedisce con forza al mittente tutte le contestazioni mosse.

“In merito alle contestazioni elevate dalla Guardia di Finanza, che riguardano l’IVA,  si rappresenta, ai fini di una corretta informazione:
1. Le operazioni oggetto di contestazione non hanno generato nel complesso la benché minima sottrazione d’imposta. In altri termini, a seguito delle operazioni contestate il Fisco non ha perso nemmeno un euro. Nessuno può affermare il contrario con cognizione di causa).
2. Tali operazioni sono state infatti compiute per fini estranei a motivi fiscali.
3. Nella elevazione delle  predette contestazioni la Guardia di Finanza non ha tenuto conto dei principi più volte  affermati in materia dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, i quali conducono a opposte conclusioni (la Corte di Giustizia UE è la più alta Autorita` in materia di iva, avendo questo tributo matrice comunitaria, e chiunque, per quanto attiene all’applicazione di tale imposta, deve attenersi rigorosamente ai suoi dettami, a nulla rilevando, ove siano difformi, le interpretazioni di qualsiasi altro soggetto).
4. Nel caso di cui trattasi sono state commesse solo talune violazioni formali, dalle quali possono discendere, sempre in base alle pronunce della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, solo sanzioni corrispondenti alla natura di tali violazioni, il cui ammontare è conseguentemente molto modesto, mentre non può derivarne la debenza di alcuna somma a titolo d’imposta
In conclusione, molto rumore per nulla. Siamo certi che quanto è accaduto verrà rapidamente chiarito, nel senso testé rappresentato, sia in ambito penale sia in ambito tributario”

Nelle scorse settimane la Polizia Tributaria aveva sequestrato all’imprenditore 5 milioni di euro, notizia data sabato, in anteprima esclusiva, da RadioSienaTv (LEGGI QUI: https://www.radiosienatv.it/evasione-fiscale-noto-imprenditore-senese-nel-mirino-della-procura/). Un’inchiesta che si è mossa sottotraccia per settimane, ora confermata da più fonti giudiziarie e di stampa.

Il “principe del Brunello”, figlio del celebre Franco e tra i più prestigiosi e influenti produttori vinicoli del mondo, secondo la procura di Siena (a coordinare le indagini il Procuratore Capo Salvatore Vitello e il suo sostituto Niccolò Lodovici) avrebbe creato un castello di carte di sospette fatturazioni infragruppo tra le varie società riconducibili all’azienda Biondi Santi, volte ad alleggerire il peso delle imposte.

Non è la prima volta che Biondi Santi sale alla ribalta della cronaca: nel 2016, alla vigilia del Vinitaly, si fece un gran parlare della possibilità di vendita, da parte della famiglia Biondi Santi, di 50 ettari della Tenuta Il Greppo, dopo le difficoltà riscontrate nella vendemmia 2014. Ma sopratutto di un pignoramento da parte di Banca Monte dei Paschi, pari al 21,97%. (LEGGI QUI: https://www.radiosienatv.it/clamoroso-pignoramento-e-vendita-per-biondi-santi-dice-il-sole-24-ore/)

Claudio Coli

 

 

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