I bronzi di San Casciano dei Bagni si apprestano a vivere una nuova avventura: apre al pubblico una grande mostra con più di 750 reperti antichi, Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, a Palazzo Ducale a Venezia. Un viaggio affascinante nelle acque sacre dell’Italia antica, dove il Santuario Ritrovato di San Casciano dei Bagni trova un posto di primo ordine tra i luoghi sacri più importanti del mondo pre-Romano. Per la prima volta in mostra oltre 50 bronzi di San Casciano dei Bagni che non sono mai stati presentati prima di oggi. Il percorso racconta mille anni di cura e preghiera presso la sorgente termale del Bagno Grande di San Casciano, rappresentando il fulcro dei riti attorno alla vasca sacra. Il deposito votivo è presentato come un vortice attorno ai grandi tronchi di quercia nel cuore della fonte: teste votive incontrano braccia, gambe, organi interni e poi una miriade di piccoli offerenti (uomini, donne, bambini ed animali) a rappresentare comunità di antichi fedeli che si recavano anche da molto lontano nel santuario. Il percorso racconta il passaggio graduale dalla cultura etrusca a quella romana, la memoria e assieme la trasformazione, così alla fonte sacra etrusca, Flere, si associano in età romana le Ninfe, con il loro nome iscritto su eleganti gambe femminili, offerte nel I secolo d.C. Documenti straordinari, come il giuramento matrimoniale del Senatore Iunco Vergiliano (fatto uccidere dall’imperatore Claudio), raccontano il rapporto diretto tra questo luogo incastonato nel paesaggio etrusco e toscano con Roma e il centro del potere. Il percorso si conclude con affascinanti e misteriose lamine di maledizione in piombo che furono gettate nella fonte quando ormai il santuario era stato smantellato con la cristianizzazione del territorio, all’inizio del V secolo d.C. Le invocazioni raccontano di pratiche magiche dove la vita e la morte si legano come il sale nell’acqua bollente!

Il percorso dedicato a San Casciano dei Bagni è curato da Jacopo Tabolli, coordinatore scientifico del progetto di scavo e ricerca, direttore del centro CADMO dell’Università per Stranieri di Siena, insieme ad Ada Salvi, funzionaria archeologa della Soprintendenza ABAP di Siena, Grosseto e Arezzo, responsabile per la tutela di San Casciano dei Bagni. I restauri sono stati condotti da Laura Rivaroli (LR restauri), con la direzione scientifica dell’Istituto Centrale del Restauro, condotta dalla restauratrice Wilma Basilissi. Tutti i reperti mai presentati fino ad oggi provengono dallo scavo archeologico del Bagno Grande in concessione al Comune di San Casciano dei Bagni. Il catalogo della mostra, edito da Johan and Levi, ospita un lungo capitolo dedicato al Santuario Ritrovato anche a firma di Emanuele Mariotti, Barbara Arbeid, Mattia Bischeri, Maria Anna De Lucia Brolli, Fulvio Cozza, Chiara Fermo, Alessandra Fortini, Valentina De Simone, Ginevra Ghelli,Gian Luca Gregori, Helga Maiorana, Adriano Maggiani†, Marco Pacifici, Massimiliano Papini, Giacomo Pardini, Claudia Petrini, Laura Rivaroli, Edoardo Vanni e Alessandro Vierucci.

La mostra Etruschi e Veneti. Acque, culti e santuari, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli, sarà aperta dal 6 marzo al 29 settembre 2026, nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Venezia. L’esposizione, organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia con il patrocinio del Ministero della Cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici, in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati, propone un confronto inedito tra due grandi civiltà dell’Italia preromana – Etruschi e Veneti – indagando il ruolo fondativo dell’acqua nel mondo del sacro e nello sviluppo delle società del I millennio a.C. Mari, fiumi, sorgenti e acque termali emergono come luoghi di culto, guarigione, scambio e costruzione dell’identità collettiva. In questo contesto si inseriscono anche i reperti archeologici provenienti dagli scavi del Santuario termale di San Casciano dei Bagni, che saranno ospitati nel percorso espositivo accanto a materiali di straordinario valore concessi in prestito da prestigiose istituzioni museali italiane. Il percorso accompagna il pubblico dai grandi santuari etruschi costieri e termali – da Pyrgi a San Casciano dei Bagni – ai porti adriatici di Adria e Spina, fino ai principali luoghi sacri del Veneto antico, documentando pratiche votive, culti salutari e dinamiche di integrazione culturale lungo l’area compresa tra il basso corso dell’Adige e l’antico corso del Po. La mostra rappresenta un ulteriore e significativo riconoscimento del valore scientifico e culturale delle ricerche condotte a San Casciano dei Bagni, confermando la rilevanza internazionale del Santuario Ritrovato e il contributo che il territorio continua a offrire alla conoscenza delle civiltà antiche e del rapporto tra acqua, sacralità e comunità.
