L’Accademia Musicale Chigiana di Siena partecipa con profonda commozione al dolore di tutta la comunità musicale per la scomparsa di Angelo Foletto, intellettuale di riferimento della cultura musicale italiana, critico, storico, saggista e docente di straordinaria autorevolezza.
Protagonista del dibattito musicale nazionale, Presidente per molti anni dell’Associazione Nazionale Critici Musicali, Angelo Foletto è stato una presenza costante e stimolante per artisti e istituzioni, apprezzato per la lucidità dell’analisi, l’indipendenza di giudizio e l’inesauribile apertura al pensiero contemporaneo.
Onnipresente in tutte le occasioni più rilevanti della vita musicale, il suo rapporto con l’Accademia Chigiana è testimoniato da contributi di grande rilievo, tra cui l’articolo “Il teatro di Fabio Vacchi”, pubblicato nel Numero Unico della Settimana Musicale Senese 1998, e dalla sua recente partecipazione al ciclo di incontri “La Biblioteca Risonante”, quando il 19 settembre 2024 ha presentato a Palazzo Chigi Saracini il suo volume “Ho piantato tanti alberi – Claudio Abbado. Ritratti, recensioni, interviste”.
Penna dal carattere vivace, sempre elegante ma poco avvezzo alle mediazioni di maniera, Foletto ha presidiato tutti gli spazi disponibili per continuare ad alimentare il discorso pubblico sulla musica, pienamente convinto che parlare di musica e farne parlare avesse un valore civile e politico irrinunciabile. Il suo piglio profondo, ma sempre attento a stabilire una schietta conversazione con il lettore, faceva comprendere i motivi per cui la musica, anche quando viene eseguita in grandi teatri o occasioni festivaliere popolari, non può astrarsi dal tempo in cui viene suonata e deve rispondere alla necessità di farsi motore di una operazione culturale. Nei più ampi ragionamenti critici quanto nelle fulminee recensioni di un disco, di un libro o di un concerto, nelle sue parole risulta sempre chiara la ragione del valore che segna la distanza fra arte e intrattenimento, e che al contrario può unire Bach, Schönberg, Chopin e Boulez.
Gli ultimi libri di Foletto, raccolte di articoli che attraverso la sua voce disegnano la parabola di giganti del nostro tempo come Maurizio Pollini e Claudio Abbado, oltre a restituire la statura artistica di quegli uomini ben al di là della mera registrazione delle loro attività musicali, mettono a nudo senza remore anche l’evoluzione del suo pensiero critico durante i decenni, e raccontano in filigrana anche la vicenda della critica musicale – se non della critica tout-court – nel mondo della comunicazione e della cultura italiana. Foletto è stato uno degli ultimi esempi di comunicatore fedele al ruolo di intellettuale, per cui il dissenso non è mai sterile postura ma pungolo per stimolare la discussione più aperta e inclusiva: il vero critico non è un semplice cronista di eventi, o peggio un “promotore”, ma usa il giornalismo per interloquire da una parte con il pubblico, e dall’altra con gli artisti, instaurando quell’insostituibile abitudine al confronto che ne nutre la coscienza critica, la consapevolezza e la qualità del loro agire creativo. Foletto ha saputo navigare fino all’ultimo fra le maglie sempre più strette dei formati mediatici che negli ultimi tempi hanno riservato alla critica musicale, anche alla sua voce autorevole, 1500 battute, 25 parole, senza che l’espressione del suo giudizio perdesse lucidità e chiarezza.
Il Presidente Carlo Rossi, il Direttore Artistico Nicola Sani, il Consiglio di Amministrazione e tutta la comunità chigiana si stringono con sincera vicinanza alla moglie e alla figlia, ricordandolo con profonda riconoscenza.