Il Cus Siena Scherma non si ferma: allenamenti a distanza e in palestra

Percorso ripreso in preparazione alle paralimpiadi di Tokio dai due atleti cussini Matteo Betti e Alberto Morelli in vista delle ultime gare di qualificazione previste nei primi mesi del 2021

Di Redazione | 30 Dicembre 2020 alle 11:35

Il Cus Siena Scherma non si ferma: allenamenti a distanza e in palestra

Allenare ai tempi del Covid non impresa semplice. Ma la scherma senese non si è fermata mai, se non per qualche giorno in via precauzionale durante il periodo di zona rossa della Toscana.

Per tutti gli atleti l’attività è andata avanti, nel rispetto dei protocolli COVID emessi e aggiornati dalla Federazione con gli atleti agonisti, quelli dal GPG (under 14) in su, in pedana grazie all’impegno dei tecnici Daniele Giannini, Lio Bastianini, Ruggero D’Argenio, Lucia Cetoloni, Eleonora Pieracciani, Marco Danero, David Burroni, Costanza Panichi, Marco Tanfoni, Filippo Pintaldi.

Ma grazie anche al giovane preparatore atletico Tommaso Marsiglietti che ha dovuto reinventarsi un modo nuovo di lavorare per districarsi tra videolezioni e mascherine. «Indubbiamente allenarsi via web è difficile soprattutto perché l’attrezzatura nelle case è limitata se non assente del tutto. E poi da uno schermo del pc tante cose non riesci a vederle». Se non è facile lavorare in casa, in palestra, tuttavia non è come prima. «Il vantaggio dell’essere in presenza sono gli attrezzi, e il “contatto” con gli atleti anche se c’è un certo disorientamento e non sempre le cose sono facili. Un vantaggio è che, per fortuna, i ragazzi durante l’allenamento vero e proprio non devono tenere le mascherine». Allenarsi significa conoscere le esigenze di ogni singolo atleta. E per Marsiglietti, «La cosa più importante, è la potenza che esprime l’atleta. Oggi ogni sport è molto rapido e veloce con una espressione importante di potenza. È su questo focus che puntiamo durante gli allenamenti. In particolare su quanto serve per il recupero tra una stoccata e l’altra, tra un assalto e il successivo, quando i tempi sono brevi come nella scherma. L’allenamento è fondamentale, ma un ruolo di primo piano lo riveste anche l’alimentazione. «Certo alimentarsi bene prima, durante e dopo una gara è determinante per esprimere gli sforzi durante la prestazione e per il recupero, come è fondamentale avere una dieta corretta anche nelle fasi dell’allenamento».

Il confronto tra i modi allenarsi attuali e quelli di qualche anno fa li spiega Lio Bastianini Maestro e preparatore fisico del Cus dal 2003 e per tredici anni (dal 1986 al 1999) Maestro e preparatore fisico delle squadre nazionali under 20. «La scherma è e rimarrà uno sport di destrezza a rilevante impegno muscolare e sotto il profilo fisiologico è uno sport anaerobico alattacido. Le differenze tra fioretto, spada e sciabola si sono ampliate, come sono cambiate le caratteristiche fisiche». Se è cambiato l’approccio alla preparazione fisica altri fattori determinano l’impostazione di un atleta. «Nella spada, l’altezza rimane un elemento determinante e questa si è elevata anche nella sciabola. Il quarantaduenne Aldo Montano tuttora in attività alla ricerca del pass per la sua quinta Olimpiade è alto un metro e ottantacinque e non è certo tra gli atleti di vertice tra i più alti. Nel fioretto, invece, l’altezza se c’è è un elemento in più, ma non è così determinante come nelle altre armi: Valentina Vezzali, Andrea Baldini e il tedesco Peter Joppich sono i migliori testimoni di tutto questo». Per quanto riguarda, invece, l’allenamento in sé, «quando io allenavo le squadre nazionali, la mia figura era oltre che Maestro e Preparatore fisico, massaggiatore, fisioterapista di primo intervento, gestivo il minimo indispensabile in accordo con il medico federale per quanto riguardava i farmaci e facevo informazione antidoping con riferimento al numero verde del Coni. e attraverso il medico federale». Oggi, invece, «ad ogni allenamento e gara ci sono almeno due fisioterapisti e il medico sportivo, per non parlare delle attrezzature e gli attrezzi» Bastianini è stato anche pioniere nel doversi inventare un modo per misurare la forza. «Con uno scarto di rotaia prodotta dalle acciaierie di Piombino (città dove abito) mi ero costruito un attrezzo che mi dava la misura in centimetri della forza esplosiva dell’atleta. Poi il professor Carmelo Bosco creò la pedana ad induttanza che porta il suo nome. Con i colleghi Alberto Bressan di Mestre ed Enrico Di Ciolo di Pisa avevamo creato un modello di prestazione del nostro sport che fu apprezzato in quel momento storico e fu preso come riferimento a livello internazionale». Se qualcosa cambia, la scherma ha dei punti fissi. «Per fortuna questo settore è cambiato in meglio, anche se non ci dobbiamo dimenticare che la componente psichica nel nostro sport è determinante e le tre A psicologiche (ambizione, autostima e aggressività) continueranno a fare la differenza».

Il Cus Siena Scherma è sponsorizzato da ESTRA e GFT che, anche per questa nuova stagione molto particolare e difficile per tutto lo sport locale e nazionale, sostengono gli schermitori senesi.

Percorso ripreso in preparazione alle paralimpiadi di Tokio dai due atleti cussini Matteo Betti e Alberto Morelli, convocati stabilmente ai raduni della nazionale di scherma in carrozzina, in vista delle ultime gare di qualificazione previste nei primi mesi del 2021.



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