Una serata intensa, fatta di parole, emozioni e consapevolezza. Alla libreria Rebecca Libri Cinema Musica di Siena è stato presentato “Il Gioco dell’Oca – L’anoressia raccontata a due voci”, un libro che va oltre il racconto della malattia per diventare testimonianza di relazioni, solidarietà e capacità di rialzarsi.
L’iniziativa, organizzata nel mese del Fiocchetto Lilla, simbolo della sensibilizzazione sui disturbi del comportamento alimentare, si è inserita idealmente nel solco della Giornata nazionale del 15 marzo, con l’obiettivo di mantenere alta l’attenzione su un tema sempre più attuale. Secondo i dati, in Italia oltre 3 milioni di persone convivono con un disturbo alimentare, mentre tra i giovani le diagnosi sono in forte crescita.
La scelta del 21 marzo, primo giorno di primavera, non è stata casuale: una data simbolica che richiama la rinascita, proprio come il messaggio che le autrici hanno voluto trasmettere attraverso il libro.
Protagoniste della serata le autrici Daniela Pecchi e Monica Conforti, insieme – anche se a distanza – a Federica Pucci, la cui voce ha comunque contribuito a portare un messaggio di speranza. A moderare l’incontro Filomena Cataldo, promotrice anche della campagna di sensibilizzazione.
“Oggi è la rinascita – ha spiegato Monica Conforti – ed è proprio da qui che si riparte, con la vita. Il nostro libro racconta che non si spegne mai: ci si può fermare, cadere, ma poi si riparte”. Un’immagine, quella della primavera, che diventa metafora di un percorso difficile ma possibile.
Il richiamo al Fiocchetto Lilla resta centrale: “È un simbolo importante – ha aggiunto Conforti – che non deve essere ricordato solo a marzo, ma ogni giorno, per portare consapevolezza sui disturbi alimentari”.
Il titolo stesso del libro racchiude il senso del racconto: un percorso fatto di cadute e ripartenze, come nel gioco tradizionale. “Nella vita – ha spiegato – ci sono inciampi, ma non si riparte mai davvero da zero: si riparte dal punto in cui si è caduti, con una consapevolezza nuova”.
Un ruolo fondamentale, in questo percorso di sensibilizzazione, lo giocano anche i luoghi della cultura. A sottolinearlo è stata la libraia Assunta Barra Parisi, anima della Rebecca: “Le librerie come la nostra vogliono essere un presidio non solo letterario ma anche culturale. È importante che temi come questi escano dai soli ambiti medici e trovino spazio anche qui, dove le persone possono ascoltare storie, confrontarsi e capire di non essere sole”.
La presentazione del libro rappresenta così solo il punto di partenza di un percorso più ampio, che mira ad unire lettura e consapevolezza, cultura e impegno sociale. Un messaggio chiaro: parlare di disturbi alimentari è necessario, farlo insieme è ancora più importante.
