Il libro di Perinetti riempie la sala: a Siena il racconto del dolore e della speranza

L’ex direttore sportivo racconta nel libro “Quello che non ho visto arrivare” la perdita della figlia Emanuela, trasformando il dolore in un messaggio di consapevolezza sui disturbi alimentari

Di Filippo Meiattini | 10 Aprile 2026 alle 16:30

Il libro di Perinetti riempie la sala: a Siena il racconto del dolore e della speranza

Un racconto intimo, doloroso ma anche carico di significato: a Siena, Giorgio Perinetti ha presentato il suo libro “Quello che non ho visto arrivare”, dedicato alla figlia Emanuela, scomparsa a causa dell’anoressia. Un evento partecipato, capace di toccare corde profonde e di riportare al centro dell’attenzione un tema troppo spesso sottovalutato.

Davanti a una sala gremita, l’ex direttore sportivo bianconero ha condiviso una testimonianza personale intensa, trasformando il proprio dolore in un messaggio di speranza e consapevolezza. “È un dolore che cerco di trasformare in opportunità per altri: io ho perso Emanuela, ma vorrei che altri ritrovino la loro”, ha spiegato Perinetti, sottolineando il valore del racconto come strumento per aiutare chi vive situazioni simili.

All’incontro era presente anche Matteo Marani, presidente della Lega Pro e amico di lunga data, che ha voluto partecipare a titolo personale: “È un libro che non può non toccare le coscienze. L’ho letto durante le vacanze di Natale ed è stato impossibile restarne distaccati: è un racconto crudo, ma necessario”.

Ampio spazio è stato dedicato anche all’importanza della prevenzione e del supporto specialistico nei disturbi alimentari. Le rappresentanti dell’AIDAP e di AIDAP Ricerca e Prevenzione, Monica Federico e Chiara Celentano, hanno ribadito la necessità di continuare a investire in sensibilizzazione e cura. “Siamo immersi in una cultura della dieta che sta distruggendo ragazzi e ragazze, sempre più giovani”, è stato evidenziato, ricordando come, a differenza di altre patologie, per i disturbi alimentari non esistano ancora marcatori biologici o terapie farmacologiche risolutive: resta fondamentale il trattamento psicologico e il sostegno alle famiglie.

Il ritorno a Siena per Perinetti è stato anche, inevitabilmente, un viaggio nei ricordi di una carriera che lo ha visto protagonista in più fasi con la Robur. Tra le immagini più vivide, quella del derby contro la Fiorentina deciso dal colpo di testa di Tore André Flo, “un momento che vale tutto il resto”.

Tre le esperienze in bianconero nel corso degli anni, tappe di un percorso professionale fatto di “anda e rianda”, come lo stesso Perinetti ha raccontato. E il legame con la città resta forte, tanto da lasciare aperta anche una porta sul futuro: “Io dico mai dire mai. Se mi chiamasse il Siena, farei fatica a dire no. Poi certo, bisogna sempre parlare di programmi, progetti e condizioni per lavorare con serietà”.

Filippo Meiattini

Filippo Meiattini è nato a Siena il 13 gennaio del 1999. A febbraio del 2021 è diventato giornalista pubblicista. Non ama parlare di sé, soprattutto in terza persona.



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