Il Palazzo del Capitano pronto per nuovi proprietari e una nuova destinazione

Il progetto, guidato dal produttore vinicolo Marco Bacci è quello di creare un polo universitario Hi Tech che attragga docenti e studenti da tutto il mondo

E’ quasi fatta. Il Palazzo del Capitano nel centro storico di Siena, avrà un nuovo proprietario e una destinazione degna della sua bellezza. A darci conferma che le trattative con la Fondazione Mps, attuale proprietaria dell’immobile, sono quasi arrivate alla firma, è uno degli stessi coinvolti nell’affare: Marco Bacci. Fiorentino di origine, ma ormai adottato da Castelnuovo Berardenga da oltre trenta anni, è uno dei più famosi produttori di vino. Suo il brunello, considerato il vino più buono del mondo, sua l’azienda Renieri, il Castello di Bossi e le Terre di Talamo. Accanto all’imprenditore agricolo c’è uno scienziato di origine russa Serguei Beloussov, fondatore di Acronis.

“Ci siamo conosciuti per caso cinque anni fa – racconta Marco Bacci che ci ha ricevuti nella sua casa a Castelnuovo Berardenga dove produce Chianti classico – venne in vacanza a Montalcino nel nostro agriturismo. E poi lo fece ogni anno fino a quando, fino a quando mi chiese di poter diventare socio nell’azienda”.

E così è stato. Beloussov detiene una quota di minoranza delle aziende di vino e praticamente ci si è trasferito e cerca di passare più tempo possibile a Montalcino. Innamorato della bellezza della provincia di Siena e della città, ha deciso di realizzare qui il suo sogno: creare un polo universitario Hi Tech che attragga docenti e studenti da tutto il mondo. “La sua idea mi è piaciuta molto e visto che vivo qui, gli ho proposto di cercare un immobile di pregio a Siena – prosegue il racconto Bacci – la trattativa per l’acquisto del Palazzo del Capitano è buon punto, il covid ha rallentato molto , ma speriamo di poter chiudere prima dell’estate”.

Un progetto che vede coinvolta anche la contrada dell’Aquila e l’Università. “Se tutto andrà bene, l’Aquila avrà una parte del palazzo dove credo vogliano realizzare il museo di contrada o parte di esso. L’università sarà punto di riferimento importante per questo progetto”.

Per gestire il nuovo centro di studi all’avanguardia, verrà creata una fondazione. “Ci sarà una fondazione che avrà come presidente Rino Rappuoli e con Ceo Fabio Pammolli del Politecnico di Milano. L’idea è poi quella di creare un campus per studenti e docenti e abbiamo già qualche idea, ma è presto perché le trattative sono ancora in corso”.

La città e le istituzioni sembrano avere risposto bene all’idea di Bacci e Serguei. “Il sindaco de Mossi, il presidente della provincia Franceschelli, Carlo Rossi della Fondazione Mps il rettore Frati, tutti hanno capito e ci hanno aiutato nel percorso per creare un polo che possa essere di grande attrattività per la città e l’economia”. Sulla carta sembra che sia un progetto allettante che in poco tempo potrebbe risvegliare l’interesse mondiale verso Siena.

“Si tratta di un progetto al quale stiamo lavorando ormai da qualche mese – spiega il Rettore dell’Università di Siena Francesco Frati – Siamo stati contattati da questo investitore russo con grandi interessi soprattutto nella fisica quantistica e nell’intelligenza artificiale. Siena può rappresentare un luogo ideale dove sviluppare queste discipline e dove creare una sinergia tra quella che potrebbe diventare un’istituzione di ricerca indipendente e l’Università che ha la possibilità di erogare titoli di studio che possano essere svolti anche in partnership con questo soggetto esterno”.

“Abbiamo parlato anche della possibilità di creare delle sinergie, probabilmente nelle prime fasi ci sarà bisogno anche di una qualche condivisione di spazi – prosegue Frati – Ciò che è importante è fare in modo che ci sia un collegamento diretto tra i ricercatori che saranno reclutati dal nuovo centro di ricerca e quelli universitari. La presenza a Siena di ricercatori di elevatissimo livello che potranno essere reclutati può contribuire ad arricchire anche i nostri progetti formativi, dalle lauree magistrali ai master fino al dottorato di ricerca”.