Inaugurato NovaSeq 6000, nuovo strumento dell’Università di Siena per l’analisi del genoma

Acquistato per 900mila euro grazie alla sinergia e ai contributi economici della Regione Toscana, Miur, Aou Senese, Usl, Fondazione Mps e TLS. Ecco anche una nuova risonanza magnetica nucleare

Non solo la firma dell’accordo sul nuovo polo didattico de le Scotte (LEGGI QUI). Il presidente Rossi e l’assessore Saccardi, insieme al consigliere regionale Simone Bezzini, al presidente commissione sanità Stefano Scaramelli e all’assessore alla salute del Comune di Siena Francesca Appolloni hanno assistito all’inaugurazione del nuovo strumento per l’analisi del genoma, NovaSeq 6000, del valore di circa 900mila euro, acquistato dall’Università di Siena grazie alla sinergia e ai contributi economici della Regione Toscana (attraverso il Centro Regionale di Medicina di Precisione: CReMeP), del Ministero dell’Istruzione Università e Ricerca (grazie al programma dei Dipartimenti di Eccellenza), dell’Aou Senese, dell’Azienda USL Toscana sudest, della Fondazione MPS e della Fondazione Toscana Life Sciences.

Lo strumento NovaSeq 6000 è una sistema innovativo di analisi in medicina molecolare: è operativo all’interno della piattaforma Human Genomics del Dipartimento di Biotecnologie Mediche dell’Università di Siena, diretto dal professor Gianni Pozzi, e con il contributo della professoressa Luisa Bracci, del CReMeP coordinato dal professor Francesco Dotta, e del Dipartimento Innovazione, Sperimentazione e Ricerca Clinica dell’Aou Senese, diretto dal dottor Carlo Scapellato. Il Novaseq 6000 è utilizzato nell’ambito delle attività dell’Uoc Genetica Medica dell’Aou Senese, diretta dalla professoressa Alessandra Renieri ed è a disposizione di tutti gli enti che hanno partecipato all’acquisto e all’intero sistema d ella ricerca di base e traslazionale della nostra città.

Si tratta di un progetto che offre competenze e servizi multidisciplinari di alta qualificazione scientifica e tecnologica e che garantisce diverse attività nell’ambito della medicina molecolare ivi compresa la genetica: metiloma, esoma, trascrittoma, e genoma umano su sangue, tessuti o fluidi biologici, analisi bioinformatica dei dati di sequenziamento. Tali studi molecolari sono fondamentali nell’ambito della medicina di precisione e nelle ricerche applicate alle analisi sanitarie, per determinare caratteristiche molecolari importanti nello studio di diverse malattie.

“L’acquisto della piattaforma NovaSeq 6000 è l’importante risultato raggiunto grazie alle sinergie in atto tra Regione Toscana e i principali attori che operano nell’area biomedica e delle scienze della vita – commenta il professor Francesco Dotta, delegato alla Sanità per l’Università di Siena -: Università di Siena, Aou Senese, Toscana Life Sciences, Azienda USL Toscana sudest e Centro Regionale per la Medicina di Precisione, con il contributo della Fondazione MPS, hanno condiviso competenze e risorse per mettere a disposizione della comunità scientifica e clinica uno strumento all’avanguardia, che risulterà fondamentale nel campo della medicina traslazionale e di precisione, ovvero quelle discipline che coniugano le caratteristiche cliniche dei pazienti con le più sofisticate indagini molecolari. Tale strategia è ormai considerata irrinunciabile per lo sviluppo e l’implementazione di percorsi diagnostico-terapeutici personalizzati in numerosissime patologie, contribuendo inoltre a coniugare appropriatezza e sostenibilità”.

“Questa innovativa tecnologia per il sequenziamento del Dna permette di fotografare in modo assai completo ed in pochissimo tempo l’assetto genetico del tumore – spiega il direttore generale dell’Azienda Usl Toscana sud-est, Antonio D’Urso -. Ciò consente di utilizzare la terapia più adeguata con più farmaci così da favorire un’aggressione terapeutica specifica ed appunto personalizzata, aumentando la possibilità di esiti di salute positivi. Questo è un successo del nostro Sistema sanitario. Voglio sottolineare come risultati così importanti – conclude D’Urso – si possano ottenere solo grazie ad una rete di professionisti che collaborano insieme e in modo strutturato per raggiungere risultati d’eccellenza, così come avviene tra l’Aou Senese e l’Azienda Usl Toscana sud-est”.

A seguire, il presidente Rossi e l’assessore Saccardi, insieme alle altre autorità presenti, hanno inaugurato la nuova risonanza magnetica nucleare. Il nuovo tomografo Rm 1.5Tesla sostituisce un apparecchio ormai vetusto e dismesso nell’ottobre 2018. Acquisito a dicembre 2018 grazie all’adesione ad una gara nazionale Consip e installato nell’agosto del 2019, l’apparecchio è già operativo all’interno del Dipartimento di Scienze Neurologiche e Motorie, diretto dal professor Alessandro Rossi. Il tomografo è stato installato in un prefabbricato rapidamente montato negli spazi attigui al piano 4S del lotto 2 del policlinico Santa Maria alle Scotte ed è collegato all’Uoc di Neuroimmagini (Neuroradiologia Diagnostica e Funzionale) dell’ospedale. È dotato delle tecniche più avanzate per effettuare l’imaging strutturale e funzionale del sistema nervoso centrale e periferico e permette l’esecuzione anche di indagini del corpo, in particolare dell’addome e della pelvi (prostata, ad esempio), del bacino e del collo. Si tratta di un uno strumento fondamentale in ambito neuroradiologico e oncologico, destinato sia ad attività cliniche che ad attività di ricerca. La sua elevata sensibilità permetterà la migliore identificazione delle patologie, con un rilevante vantaggio clinico-diagnostico.

“La nuova attrezzatura – spiega Valtere Giovannini, direttore generale dell’Aou Senese – è un ulteriore passo in avanti nel percorso di rinnovamento e potenziamento tecnologico, grazie al sostegno della Regione Toscana. Si rafforza così la nostra già importante dotazione di diagnostica per immagini, neuroradiologia e radiologia d’urgenza. A tal proposito – aggiunge Giovannini -, ricordiamo l’installazione, sempre nel 2019, della nuova Tc 128 strati all’interno del Dea che ha consentito la disponibilità di 2 Tc 64 strati nel nostro ospedale. Già in programma sono l’installazione di un ulteriore apparecchio RM 1.5T dedicato allo studio del corpo e l’acquisto di un apparecchio 3T di prossima installazion e. Il grande impegno dei professionisti e l’arrivo della nuova tecnologia – conclude il direttore generale – hanno consentito una ulteriore riorganizzazione dell’attività di neuroimmagini ed in particolare una drastica riduzione dei tempi di attesa per le risonanze, nei regimi ambulatoriale di primo accesso, oncologico e neurologico, e per i pazienti ricoverati”.

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