Inchiesta stalking: Rinaldi e la moglie in silenzio dal giudice. Pronta l’impugnazione dell’ordinanza

I due indagati si avvalgono della facoltà di non rispondere: legali spiegano che si tratta di una scelta difensiva per poter approfondire meglio i voluminosi atti dell'inchiesta. Entro 10 giorni sarà presentata l'impugnazione dell'ordinanza del gip che dispone la sospensione dai pubblici uffici per la durata di un anno

Hanno scelto la via del silenzio di fronte al gip il comandante della Polizia Municipale Cesare Rinaldi e la moglie, agente del corpo di Municipale, Cristina Casini, indagati per stalking e accesso abusivo ai sistemi di indagine telematici nell’ambito dell’inchiesta che coinvolge anche due carabinieri e un agente romano dei servizi segreti.

In tribunale per l’interrogatorio di garanzia accompagnati dai rispettivi legali, seguendo una precisa scelta difensiva, i due indagati hanno preferito avvalersi della facoltà di non rispondere alle domande del giudice. Il perchè viene spiegato dal difensore di Rinaldi, l’avvocato Lorenzo De Martino.

“Il comandante Rinaldi e l’agente Casini hanno deciso di non rispondere, una scelta difensiva poichè siamo entrati in possesso solo ieri degli atti, che sono particolarmente voluminosi – afferma all’uscita dal tribunale – Abbiamo ritenuto di doverli approfondire. Stiamo approfondendo gli atti dell’ordinanza per proporre l’impugnazione”.

La difesa ha annunciato che presenterà entro 10 giorni l’impugnazione contro l’ordinanza del gip che dispone la sospensione di un anno dai pubblici uffici ed impone anche il divieto di avvicinamento alle persone ritenute offese.