La Mens Sana si rialza: battuta la Laurenziana Firenze

I biancoverdi faticano contro Firenze ma tornano alla vittoria dopo due sconfitte consecutive

MENS SANA BASKETBALL ACADEMY – LAURENZIANA FIRENZE 66-63 (14-17; 36-40; 53-51)

MENS SANA: Monnecchi, Pannini 9, Iozzi 7, Sprugnoli 7, Giorgi ne, Benincasa 19, Manetti, Chiti 11, Milano ne, Sabia 13, Collet, Gelli. All. Binella

LAURENZIANA FIRENZE: Mendico 14, Bardini 7, Ciacci ne, Carcasci 5, Scolari 2, Bigi, Agnoloni 2, Pini 5, Bitossi 5, Bacci 12, Briccoli ne Taiti 11. All. Calamai

Torna alla vittoria la Mens Sana Basketball, che nello scontro diretto per il secondo posto batte 66-63 la Laurenziana Firenze e si rialza dopo due sconfitte consecutive. Una partita difficile e combattuta per 40 minuti nella quale a fare la differenza sono stati i nervi saldi dei biancoverdi nel finale, guidati da un Duccio Benincasa da 19 punti, compresi i liberi della staffa a 4 secondi dalla fine.

Coach Binella sceglie Pannini, Monnecchi, Sprugnoli, Gelli e Sabia per iniziare la partita. La Mens Sana parte aggressiva ma non trova il canestro; il primo allungo allora è di Firenze 2-7. L’ingresso di Benincasa dà energia ai biancoverdi: è suo il canestro del sorpasso 10-9. La Mens Sana non riesce a allungare, qualche errore e palla persa di troppo permettono a Laurenziana di effettuare il controsorpasso, grazie a un parziale di 0-6 costruito dal play ospite Mendico, e chiudere il primo quarto in vantaggio 14-17.
E’ una Mens Sana disattenta quella che rientra in campo nel secondo parziale: la difesa dei biancoverdi fa acqua da tutte le parti, e Firenze la punisce con una pioggia di triple. A poco serve il timeout di coach Binella; gli ospiti volano sul +12, 16-28. La Named torna a mettere punti con Chiti, il più attivo sul fronte offensivo con i suoi movimenti vicino a canestro, ma la difesa continua a soffrire la duttilità dei giocatori ospiti, che alternano con costanza tiri dalla lunga, a segno con costanza, e le penetrazioni che i biancoverdi non sembrano riuscire a contenere. Sul finire del quarto Pannini e compagni sembrano svegliarsi e iniziano a mettere la giusta cattiveria in difesa: quello che segue è un parziale di 9-3 che permette ai padroni di casa di tornare negli spogliatoi in ritardo di sole quattro lunghezze, 36-40.

Il terzo quarto è quello della rimonta Mens Sana, anche se in avvio i tanti errori al tiro uniti a un infiammato Bacci, che in un amen segna due triple, complicano le cose per i biancoverdi, che scivolano fino al -7, 43-50. Benincasa prende in mano le redini dell’attacco e riporta i suoi a contatto. Il floater di Iozzi vale il nuovo -1, 49-50. In attacco la Named continua a litigare con il ferro, ma la difesa sale di colpi e non permette a Firenze di tornare avanti. Il canestro sulla sirena di Sabia permette alla Mens Sana di chiudere il terzo quarto in vantaggio 53-51.

L’inerzia è cambiata e si vede. I biancoverdi reggono in difesa e non concedono più le soluzioni facili trovate dalla Laurenziana nei primi tre quarti, ma in attacco continuano a fare fatica, soprattutto dalla lunga di stanza. Il punteggio si blocca sul 56-53 per diversi minuti. Per la prima volta nella partita gli ospiti sembrano in difficoltà e coach Calamai prova a giocare la carta della zona. La sterilità offensiva inizia a pesare per i mensanini, che subiscono le triple in back-to-back di Mendico e Taiti e tornano sotto 58-59. Il controsorpasso arriva subito: Sabia se la gioca in post e segna subendo il fallo e realizzando il libero aggiuntivo per il 62-60. Il finale si gioca sui liberi: lo 0/2 di Agnoloni è sanguinoso, il 2/2 di Sprugnoli decisivo. Con la Mens Sana a +4 a 12 secondi dal termine la partite sembra chiusa, ma la Laurenziana ha un ultimo asso nella manica da giocare: a 6 secondi dal termine Taiti inventa una improbabile tripla di tabella che riapre i giochi. Fallo sistematico su Benincasa che dalla lunetta non trema e fa 2/2. Coach Caimi disegna il tiro finale, ma la tripla di Mendico si spegne sul ferro. La Mens Sana vince 66-63 e torna alla vittoria dopo due sconfitte consecutive.

Andrea Radi