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giovedì, 9 Luglio 2020
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L’appello al Comune di associazioni e compagnie teatrali senesi: “Un Piano Cultura e un’estate piena di eventi all’aperto”

Comitato Siena 2, associazioni e cittadini: "Il Comune diventi regista di un’estate speciale adottando insieme alla Fondazione Monte dei Paschi un “Piano Cultura” a sostegno degli operatori e per la realizzazione di decine di eventi nell’estate 2020"

L’associazione Comitato Siena 2 cittadini attivi e associazioni per i beni comuni ha promosso, condividendolo con molte altre realtà associative, un appello al Comune per suscitare un dibattito e stimolare anche qualche possibile e utile iniziativa per la ripresa post Covid capace di assumere la cultura quale  punto centrale per la nuova fase.  “A nostro avviso – si sottolinea – per ripartire occorre, appunto, ripartire dalla cultura”.

L’appello è di Comitato Siena 2 cittadini attivi e associazioni per i beni comuni, con Comitato provinciale Arci Siena aps, Auser Comunale di Siena, Legambiente Circolo di Siena, Siena Foto Club, Gale Storm Siena, Compagnia teatrale Aresteatro, Settenoteinsieme, A.S.D. The last dance, Coordinamento provinciale LIBERA a Siena, Compagnia teatrale Ensarte, Compagni teatrale Topi Dalmata, Simona Parravicini Danza, Compagnia teatrale Straligut, Compagnia teatrale La Martinella, Associazione archivio UDI della provincia di Siena e Ist. Storico della Resistenza senese e dell’età contemporanea “Vittorio Meoni”

“Il Comune diventi regista di un’estate speciale adottando insieme alla Fondazione Monte dei Paschi un “Piano Cultura” a sostegno degli operatori e per la realizzazione di decine di eventi nell’estate 2020. Con la precauzionale e responsabile rinuncia ai Palii di luglio e agosto viene a mancare alla città una intera stagione della propria vita. Della propria normalità. Senza la sua Festa Siena vivrà una enorme mancanza. Una mancanza che tuttavia può divenire occasione di iniziativa e  sostegno ai cittadini e al settore della cultura che hanno sofferto e pagato a caro prezzo la crisi e l’isolamento. La situazione critica che cittadini e imprese hanno dovuto fronteggiare in questi mesi di (chiusura) “lockdown” si riverbera, in ambito culturale, in un fortissimo danno a tutti i soggetti che operano nella nostra città. Possiamo tentare di ridurre questo vuoto costruendo una estate particolare”.

“La nostra città ha l’occasione, ed a nostro avviso anche il dovere, di costruire una risposta unitaria a due grandi problemi: colmare per quanto possibile il vuoto dei palii favorendo occasioni di riapertura e socialità e dare una mano al comparto della cultura così duramente colpito dall’emergenza. La graduale e progressiva riapertura offre l’occasione alla città per organizzarsi per creare benessere, anche grazie a contenuti e percorsi nuovi pensati per questo momento. Sulla scia di quanto stanno facendo altre città del nostro Paese, Siena dovrebbe darsi obiettivi strategici e operativi con un proprio “Piano Cultura” la cui finalità dovrebbe essere quella di raggiungere, sostenere aggregare e incentivare chi opera nel campo della produzione, della divulgazione e della diffusione culturale, attraverso alcune linee di azione quali: i luoghi della cultura: contributo alle spese di mantenimento durante l’emergenza delle sedi destinate ad attività e servizi culturali che esprimano funzione pubblica (teatri, cinema, musei e spazi espositivi, librerie, associazioni culturali, istituti di formazione in discipline artistiche e performative, sedi archivistiche, spazi ibridi a vocazione culturale, ecc.); cultura e lavoro: contributo alla copertura dei danni subiti in relazione alla sospensione forzata dell’attività; Con la Fondazione MPS dare vita ad un Fondo per la cultura sostenibile: sostegno a progetti pilota basati su principi di sostenibilità nell’utilizzo delle risorse, costruzione di reti di collaborazione, coinvolgimento delle diverse filiere culturali”.

“Contestualmente il Comune dovrebbe pensare da subito alla  costruzione dell’Estate Senese 2020: un cartellone di eventi  da realizzare coinvolgendo tutte le realtà locali,  dalle massime e storiche istituzioni culturali fino ai gruppi di base e informali  che agiscono nei quartieri della nostra città;  decentrando quanto più possibile: portando eventi su tutto il territorio comunale; valorizzando tutte le risorse culturali disponibili e tutte le opportunità di spazio offerti dalla strade, dai rioni, dalle piazze, dai giardini, corti, terrazze e da tutti gli spazi disponibili nelle periferie”.

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