Home Cronaca Le associazioni ambientaliste senesi contro i lavori del Consorzio di Bonifica
0

Le associazioni ambientaliste senesi contro i lavori del Consorzio di Bonifica

0
0

Organizzato per sabato 8 dicembre un presidio informativo a Siena

Il Coordinamento per la difesa dei fiumi naturali in terra di Siena ha indetto per Sabato 8 Dicembre presso Piazza Postierla a Siena, un presidio per informare e contrastare i lavori del Consorzio di Bonifica, che secondo le associazioni ambientaliste senesi, starebbe provocando scempi sui fiumi, la perdita di biodiversità e i rischi idrogeologici. Il presidio avrà luogo dalle ore 10 alle ore 12:30.

Parteciperanno al presidio tra gli altri CAI – Club Alpino Italiano Sezione di Siena, Circolo Legambiente Siena, Italia Nostra Siena, Coordinamento Merse, Comitato Amici del Crevole, Comitato per la valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente di Buonconvento, GAS il Melograno, Associazione Mosca Club, WWF Siena, ISDE (Medici per l’Ambiente) di Siena, Associazione Tartufai Senesi.

“Le associazioni ambientaliste e di difesa del territorio senese – è la nota congiunta delle associazioni – sono da mesi in contrasto con il Consorzio di Bonifica Toscana Sud a causa di innumerevoli attività che hanno prodotto gravi dissesti geologici, morie di pesci, distruzione di flora e fauna. A distanza di circa un anno tornano in piazza per difendere le leggi regionali, nazionali e le normative europee che quotidianamente vengono calpestate così come sono calpestati i pareri degli esperti ricercatori e tecnici che da più parti hanno chiesto uno stop a tali scempi”.

“Dopo le gravi parole del Presidente della Regione Enrico Rossi che vanno nella direzione di dragare i fiumi naturali e distruggerne la vegetazione “per aumentare il deflusso” (e quindi in molti casi la potenza distruttiva), parole tra l’altro in totale contrasto con buona parte della comunità scientifica, i molti cittadini, associazioni e comitati hanno predisposto una mobilitazione che da questo momento sarà permanente”

“Gli eventi catastrofici che si sono verificati sulle Alpi ed in gran parte d’Italia tra ottobre e novembre dimostrano come i territori di tutta la nazione siano fragili di fronte alla furia dei cambiamenti climatici. Ora più che mai è necessario intervenire con metodi innovativi di ingegneria naturalistica, nel rispetto delle leggi e seguendo gli studi e le indicazioni di esperti e delle Università, per affrontare la sfida del dissesto idrogeologico.

“Gli alberi, la vegetazione riparia, il greto naturale dei torrenti sono fondamentali per evitare alluvioni distruttive e sostenere ecosistemi di valore unico. I cittadini sono tenuti a pagare una tassa salata per vedere realizzato questo scempio del territorio? Perché non si coinvolgono persone dalle competenze tecniche adeguate e non si rispettano la natura e gli indirizzi normativi che la tutelano? Si nascondono forse altri interessi come il cippato e le biomasse dietro questi interventi? Perché vengono scelte ditte esecutrici che fanno affari con il commercio di legname e biomasse?”