Le associazioni contro il 5G, parte raccolta firme

Nasce un comitato ad hoc per lanciare la petizione e sensibilizzare cittadini e sindaci sulla pericolosità dell'irradiazione elettromagnetica

Le associazioni senesi dicono no alla nuova tecnologia 5G che con le sue irradiazioni elettromagnetiche secondo molti sono in grado di provocare ingenti danni alla salute.

Parte così a Siena e provincia,promossa  dal comitato SIENA SENZA ELETTROSMOG – STOP 5G una raccolta firme contro l’elettrosmog e 5g, sostenuta dalla RETE ITALIA SENZA ELETTROSMOG – STOP 5G e dal comitato NO WI-FI TOSCANA

“SenzaElettrosmog – stop 5g”, un organizzazione a tutela dell’ambiente che vuole sensibilizzare i cittadini sul tema del “5G” e sull’inquinamento elettromagnetico che questa nuova tecnologia produrrebbe. A tale proposito, l’associazione senese ha già effettuato conferenze sull’argomento e a breve prenderanno parte anche i sindaci della provincia di Siena.

“Sarà presto inoltrata ai sindaci una petizione per rivendicare il diritto alla tutela sanitaria dei cittadini sovraesposti ai campi elettromagnetici, in particolare – come spiega il referente del Comitato “No Wi-Fi Toscana”- i diritti dei più deboli quali persone anziane, bambini, donne incinta e dei malati di EHS (Ipersensibilità ai Campi Elettromagnetici o elettroipersensibilità) e MCS (Sensibilità Chimica Multipla), convinto, insieme ai cittadini che rappresento, che l’esposizione a campi elettromagnetici da linee ad alta tensione, telefoni cellulari e stazioni radio-base abbiano importanti effetti negativi sulla salute, come del resto ne sono convinti i 2/3 dei cittadini europei, come indicato dallo studio TNS, Opinion and social, electromagnetic fields. Special Eurobarometer (Brusselles 2010)”.

Sarà attiva presso vari punti, la raccolta firme per la petizione indirizzata a tutti i Comuni della provincia di Siena, alla Provincia e ad altri organi istituzionali provinciali e regionali per chiedere una moratoria per la tecnologia 5G, il contenimento della proliferazione di antenne di RF di 3° e 4° generazione (3G e 4G) e la partecipazione al procedimento ai sensi della legge 241/90 a tutela dei malati EHS (Ipersensibilità Elettromagnetica), di tutta la cittadinanza e dell’ambiente in relazione a tali installazioni di impianti tecnologici potenzialmente pericolosi per la salute e per l’ambiente.