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Legge quadro a tutela del Palio, De Mossi valuta un percorso condiviso col Magistrato delle Contrade

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Interrogazione in Consiglio di Micheli (Pd) sui rapporti Stato-Contrade. Il primo cittadino si dice favorevole a riallacciarsi alla proposta del 2005 della legge speciale per le storiche Contrade del Palio di Siena

Le iniziative parlamentari volte a disciplinare i rapporti tra lo Stato e le contrade del Palio di Siena al centro dell’interrogazione di Luca Micheli (PD).

Il consigliere, dopo aver ripercorso cronologicamente le tappe della giurisprudenza e i provvedimenti in materia, ha spiegato che “le recenti proposte di legge prive di effetti e di vantaggi per le contrade, presentate da parlamentari di più schieramenti e comunicate dalla stampa locale, hanno creato allarmismi e disorientamento nell’opinione pubblica”. A tal proposito, Micheli ha chiesto “se le ultime iniziative siano state condivise con il Magistrato delle contrade, e se non ritenga utile chiedere una moratoria al fine di promuovere una valutazione condivisa sull’opportunità di proporre una legge quadro a tutela del Palio e delle Contrade stesse che raccolga i provvedimenti in vigore e li inserisca in uno più ampio”.

Nella risposta il sindaco Luigi De Mossi ha ricordato che “già nel 2005 avevo partecipato alla stesura di quella che poi è diventata la proposta di Legge Speciale per le storiche Contrade del Palio di Siena, come esperto del comitato apolitico che aveva avviato questa iniziativa e che dunque era antecedente alla proposta di legge dell’allora PD”. Il sindaco ha dunque spiegato che l’esenzione fiscale “fu una scelta riduttiva ma non era possibile fare altrimenti”. Il primo cittadino, dopo aver ricordato che nella bozza iniziale “tra i tanti aspetti c’era una divisione tra le società di contrada e le contrade, poi accorpata per opportunità politiche”, ha annunciato di “essere disponibile a un ragionamento complessivo per una normativa dedicata per le contrade ma su questo bisognerebbe ragionare, ad esempio, se le società di contrada devono o meno pagare le tasse perché se vogliamo dare impulso al territorio dobbiamo pensare anche ai nostri imprenditori della ristorazione. Le attività delle società di contrada si basano sul volontariato che permette di praticare prezzi assai concorrenziali. Non si nega il valore delle numerose iniziative sociali e proprio per questo si deve ragionare in un quadro organico delle attività delle contrade”. De Mossi ha dunque ribadito che “se decidiamo di portare avanti un percorso condiviso, insieme al Magistrato delle Contrade, ci possiamo riallacciare a quella proposta del 2005, aggiornandola in base a quanto avvenuto fino ad oggi” ma “dobbiamo pensare a una legge organica che tuteli i numerosi aspetti che riguardano le contrade e, dunque, le tradizioni uniche di questa città”.

Nella replica Micheli si è detto “parzialmente soddisfatto” della risposta, dicendosi <<contento che il sindaco abbia in mente di ragionare di una legge quadro insieme al Magistrato delle Contrade che non riguardi solo la parte fiscale, ma certifichi l’unicità del Palio e salvaguardi tutti gli elementi volti alla tutela della festa in tutte le sue manifestazioni e atti”. Il consigliere ha poi sottolineato la necessità “di non perdere quanto costruito faticosamente negli anni con azioni estemporanee e non condivise che possono creare nocumento alle Contrade”.