Lettera di solidarietà alla città da parte di un gruppo di 26 medici israeliani studenti a Siena negli anni ’70

I medici sono ancora legatissimi a Siena: "Abbiamo ricevuto le basi della nostra vita professionale dall'università della vostra splendida città e da allora ci sentiamo parte di essa"

Un gruppo di 26 medici israeliani, negli anni settanta studenti dell’Università di Siena, hanno inviato una lettera di solidarietà e vicinanza, vista l’emergenza coronavirus, al sindaco di Siena Luigi De Mossi, che ha provveduto a leggerla nel corso del videomessaggio di oggi. Il messaggio è giunto tramite il consigliere comunale Bernardo Maggiorelli (il dottor Arie Chen, bis zio di Maggiorelli, è promotore e firmatario dell’iniziativa).

“Siamo un gruppo di medici israeliani che circa 50 anni (anni settanta) ha studiato  medicina presso la facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi di Siena – recita la missiva – Abbiamo ricevuto le basi della nostra vita professionale dall’università della vostra splendida città e da allora ci sentiamo parte di essa. La maggior parte di noi ha trascorso gli anni più belli della propria vita con voi e con il passare del tempo non ha indebolito il senso di appartenenza che sentiamo nei confronti dell’Italia, di Siena e dei suoi abitanti. In questo momento difficile che tutto il mondo sta affrontando, vogliamo farvi giungere la nostra solidarietà e vicinanza affettuosa. Preghiamo insieme a voi affinchè Siena, l’Italia tutta e l’intero mondo superi questa tragica pandemia e che quanto prima tutto torni a essere come prima prima. Con amicizia, rispetto, amore e tanta riconoscenza, il gruppo di medici israeliani di Siena anni ’70′”.

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